Affidati al papà: Dio Padre

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,1-5.10
 
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Audio della riflessione

Essere bambini nella società di oggi è una impresa o perché non si è minimamente tenuti in conto, si è sfruttati, usati per le violenze più assurde,  mercanteggiati, venduti, rapiti… o perché si è viziati e fatti crescere come piccoli imperatori, piccoli despoti, che non avranno mai la gioia di un fratello o di una sorella e la capacità di autonomia e di progettazione di sé; oggetto di massima cura, ma anche di prigioni dorate; desiderati come sfizio da una madre che si ritiene di avere diritto a un figlio e usati come tamagoci per dare la stura a tutte le carenze affettive provate nella vita. Entro questa situazione sconfortante ci sono però bambini che vengono aiutati a crescere con gioia e con amore, con attenzione e non con apprensione.

Gesù ha una grande attenzione ai bambini tanto da assumerli come base dell’ordine di grandezza per il regno. Chi è il più grande? chi fa da riferimento? attorno a quale unità di misura definiamo il nuovo che nasce dal vangelo? come facciamo evolvere la mentalità della torah verso la nuova mentalità del regno dei cieli? Mettendo al centro un bambino.

L’ordine di grandezza la decide lui. Il più grande è del suo tipo, è questo “niente”, così lo si pensava nella mentalità del tempo, niente perché era una appendice della madre che nella società non contava affatto.

Domando spesso ai bambini perché Gesù ha preso uno di loro come ordine di grandezza, come esempio e tutti dicono perché i bambini sono simpatici, sono buoni, sono semplici, sono obbedienti: tutte pietose bugie. Infatti, si rendono subito conto che buoni non sono, che spesso sono capricciosi, che litigano come i grandi, che si fanno dispetti, che non obbediscono a papà e mamma, che continuano a volere di tutto. Entro questo piccolo smarrimento emerge la verità, cioè che Gesù ha messo al centro un bambino perché è colui che non può vivere senza affidarsi al papà. Il bambino si fida ciecamente del papà, lui sa che il papà non lo abbandona mai, quando ha la sua manina nella grande del papà si sente non solo protetto, ma anche orgoglioso di suo padre.

Il regno dei cieli è affidarsi a Dio sempre, come fa un piccolo con suo papà. Per questo ogni bambino ha un angelo che lo guarda a nome di Dio e lo difende dalla nostra ingordigia di possesso e di annientamento. Lui così non abbandona mai il nostro futuro. Dio ha messo accanto a ciascuna creatura umana un angelo custode.