Deciditi con coraggio e senza riserve

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,57-62
 
In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Audio della riflessione

C’è un’arte che sta imperversando ai nostri giorni: quella di non decidersi mai, di tenere sempre il piede in due scarpe, di rimandare all’infinito quello che è necessario fare oggi.

È indeciso il giovane che non riesce a trovare la forza di distaccarsi dalla sua famiglia per crearsene una nuova;

è indeciso chi deve orientare una comunità verso mete che esigono prendere o lasciare;

è indeciso il politico che cerca di cavalcare tutte le possibilità e stare a galla sempre;

è indeciso forse anche chi non ha il coraggio della verità e fa il tappezziere: mette pezze a tutti, accontenta tutti, anche quelli che fanno il contrario.       

Il vangelo ci presenta altri tre indecisi che vanno da Gesù

Io ti seguirei… si sta bene con te. E Lui: le volpi hanno tana e gli uccelli nidi, con me non c’è nessun loculo protettivo dove puoi stare tranquillo con il tuo stereo, il tuo Instagram, il tuo tablet, il tuo smartphone, la tua moto.

E l’altro: ti verrei dietro, però fammi prima sistemare i miei affetti, non voglio rompere così di netto, non vorrei ferire. E Gesù: se hai deciso non continuare a voltarti indietro credi di fare il delicato, il sensibile, ma non t’accorgi che continui a rimandare, a lasciarti fasciare.

 E il terzo: ho deciso di seguirti, ma prima devo seppellire mio padre. E Gesù: guarda che la cosa più importante è che tu dia la tua vita per incendiare il mondo non per stare ad aspettare gli eventi. Sei una sentinella del mattino o il becchino di un cimitero?

Gesù è così. Non distrugge i sentimenti, ma non si adatta al buonismo. Non spegne il lucignolo, lo stoppino che fa fatica ad ardere, ma vuole radicalità; non gli vanno le mezze misure, le melasse.

Seguire Gesù non ammette l’uso del futuro: seguirlo significa adesso, non c’è da fare nient’altro prima, non è dopo qualcosa, dopo tanti se e tanti ma, tanti prima e tanti però o tanti “vediamo”, fossero anche le cose più belle e più sacre della vita, come la famiglia, gli affetti, un po’ meno le convenzioni sociali. Non è perché tutte queste realtà non contino. Nel momento in cui senti la chiamata di Gesù, niente può contare di più che essere lì e dire a Gesù: ti seguo. La decisione è un momento importante, per chi ha davanti una vita, per cui la vita diventa scialba se continua a tergiversare.

Il presente è il tempo dell’entusiasmo. Chi decide vuole fare tutto subito, brucia dalla voglia di cominciare. Gesù chiede che non ci siano dei “prima” e dei “però” che si mettono tra la decisione e la partenza.

Avete in mente quando si sta allo starter di una corsa: quanta adrenalina c’è, quante partenze false ci sono perché non riusciamo a contenere la decisione di partire? L’entusiasmo è necessario per far passare un messaggio. Non ha bisogno di recriminazioni, di però, se ci fosse, sarebbe meglio. Occorre decisione e scelta senza metterci tempo di mezzo. Gesù chiede che non ci sia altro che Lui. In questo brano Gesù non chiede la lunghezza degli anni, ma la forza dell’istante. Quasi a dire se non parti con decisione non potrai pensare di metterci la vita.

Se non sei entusiasta nel primo istante nel momento della decisione, non potrai sopportare i giorni di difficoltà e le delusioni. Ci saranno sicuramente fragilità, debolezze, errori, incoerenze; Gesù è grande nel perdono. Gesù voleva vedere se qualcuno metteva il suo futuro in una decisione che chiedeva il presente, l’istante, l’entusiasmo: oggi, adesso, senza prima devo e senza però dovrei. Il sì che si deve dire può essere incoerente, magari traballante, ma un sì che è detto con entusiasmo e decisione si trasforma in scelta di vita, perché ha dentro una molla, una forza, una saggezza, una sapienza, una scienza che è lo Spirito Santo, i suoi doni.

Gesù non accetta tiepidezza all’inizio, anche se saprà di dover accettare il tradimento dei suoi, il fallimento momentaneo, ma all’inizio ci vuole l’entusiasmo di una scelta, l’incandescenza cui poi nella vita ti dovrai rifare per i momenti bui. Gesù dice: va e annuncia il Regno di Dio, solo.