Sono tanti o pochi quelli che si salvano, che vanno in paradiso?

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13,18-21
 
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Audio della riflessione

Abbiamo tutti più o meno udito parlare di vita eterna, di Paradiso, di Inferno. Un po’ di catechismo ce lo siamo sentito tutti. E forse c’è rimasta ancora qualche curiosità. Ma è proprio vero che c’è un Paradiso per i buoni e un inferno per i malvagi? Ci sarà una giustizia finalmente? Oppure la vita è tutta questione di essere o no nati dalla parte giusta? E poi: il Paradiso, questo luogo di felicità senza fine sarà pieno o vuoto? Sono tanti quelli che si salvano? E’ la domanda che fanno anche a Gesù. E quando hai saputo che sono tanti o pochi, che succede? Che senso ha conoscere i dati statistici dei salvati? Sarebbe forse una risposta rassicurante che ti esonera dal metterti in discussione? Se sono tanti ho più probabilità di starci anch’io. E’ questione ancora di fortuna.

Gesù invece risponde: guardate che la porta è stretta. Non interessa se sono tanti o pochi, è importante invece sapere che c’è una porta da cui passare. E noi sappiamo che la porta è Gesù. E’ il riferimento personale a Lui che apre la vita eterna alla pienezza. In questi tempi abbiamo vissuto vari giubilei, ultimo è stato quello della misericordia e tutti sono stati inaugurati con una porta Santa: era una porta santa della cattedrale, dell’ospedale, del carcere e anche di un parco per chiedere perdono del dissesto che compiamo nella natura e ritornare a godere della bellezza del creato. Per qualcuna di queste porte ci siamo passati. Ebbene era un segno da scrivere nelle nostre vite.

Questa porta è Lui, tutti devono conoscere e passare per questa strada. E per questa porta non ci si passa come folla; è stretta, ci si passa a uno a uno, facendosi ascoltatori attenti del maestro, contemplativi del suo sguardo di amore, docili alla sua Parola. Non ci si passa per raccomandazione, per tradizione, per abitudine, per modelli culturali occidentali o orientali, per assegni staccati anche con generosità, per battaglia di principio, per militanza di partito o per avere vissuto col sacco a pelo tutta la vita in parrocchia… si passa solo se ci si fa discepoli di Gesù, se si accoglie sul serio il Vangelo, se ci si lascia innamorare di Gesù, se ci mettiamo sul suo cammino. Se siamo persone di pace, se siamo accoglienti, se viviamo il vangelo. Si va in paradiso non a punti, ma solo per amore.