Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,1-4
Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdonaci i nostri peccati,
perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore,
e non ci indurre in tentazione».
Non si possono rimproverare gli ebrei del tempo di Gesù che non pregassero. Lo facevano in sinagoga, lo facevano almeno tre volte al giorno, pregavano prima e dopo i pasti, avevano dimestichezza con i salmi per ogni esperienza della loro esistenza, avevano preghiere scritte sui filatteri, sui vestiti.
Gesù però deve essere stato per i suoi discepoli affascinante nel suo modo di pregare, tanto che un giorno gli chiedono espressamente: insegnaci a pregare. Aiutaci ad avere il tuo volto così bello e sereno, così raccolto e felice che hai ogni volta che ti trovi un tuo angolo per pregare. Permettici la tua confidenza con Dio Padre, che noi non riusciamo ad avere. Almeno 20 volte nel vangelo di Luca si dice che Gesù pregava. Avevano in mente le preghiere del tempio, gli incensi e gli innumerevoli movimenti del corpo, del capo, ripetuti all’inverosimile, la proibizione di usare il nome di Dio; ma Lui Gesù quando pregava si trasformava; più tardi Pietro Giacomo e Giovanni avrebbero detto: si trasfigurava. Non è strana allora la domanda dei discepoli, perché è frutto del fascino santo di Gesù.
E “Gesù rispose: “Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione”. E’ il famoso Padre nostro che abbiamo tutti imparato e che in Matteo ha due invocazioni in più: sia fatta la tua volontà e liberaci dal male, che sono evidentemente inglobate nelle altre.
Il titolo “Padre nostro” esprime la nuova relazione con Dio che è un papà e così getta le basi della nostra fratellanza.
Il Nome di Dio è santificato quando viene usato con fede e non con magia; quando è usato secondo il suo vero obiettivo, cioè: non per l’oppressione, ma per la liberazione della gente e per la costruzione del Regno.
L’unico signore e re della vita umana è Dio (Is 45,21; 46,9). La venuta del Regno è la realizzazione di tutte le speranze e promesse. E’ la vita piena, Questo Regno si compirà, quando la volontà di Dio sarà fatta pienamente.
E come ogni giorno la gente nell’esodo si nutriva di manna, Gesù ci invita a compiere un nuovo esodo, un nuovo modo di condividere in fraternità che garantisce il pane per tutti e la nostra condivisione realizzerà la domanda del pane quotidiano.
Ogni 50 anni, l’Anno Giubilare obbligava tutti a perdonare i debiti. Era un nuovo inizio Gesù annuncia un nuovo Anno Giubilare, “un anno di grazie da parte del Signore”. Il Vangelo vuole ricominciare tutto di nuovo! Il suo perdono ne sta alla base.
Nell’esodo, la gente fu tentata e cadde. Mormorò e volle tornare indietro. Nel nuovo esodo, la tentazione fu superata grazie alla forza che la gente ricevette da Dio. Per tutto questo è proprio un Padre.


