Attorno a Gesù si stringe il cerchio di chi lo vuol uccidere

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,24-26
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Audio della riflessione

È troppo ingombrante la sua presenza. Tutti i giorni non perde occasione per destabilizzare una fede comoda, ha parole che ti penetrano come spada, insinua il dubbio là dove ci eravamo costruiti certezze ed equilibri con tanta pazienza.

Gesù è sempre Lui, in questi anni, non s’è dato nemmeno una calmata. Va bene qualche bella predica per scaldare gli indifferenti, qualche bella riflessione che anche i preti del tempio ogni tanto offrono, ma adesso è troppo. Non se ne può proprio più! Gesù si è allargato troppo.

E comincia la trama: lentamente ma sapientemente gli fanno mancare la terra sotto i piedi: meglio che muoia lui piuttosto che se ne perdano molti.

Gesù lo sa: se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; si chiude in sé stesso non dà la vita, si tiene tutto per sé. Chi ama la sua vita la perde; occorre donarla. Ma è dura. Gesù non è uno stoico, che non sente niente, che va avanti imperterrito. Ha un cuore di uomo attaccato alla vita, un cuore giovane sensibile all’amore, all’amicizia.

Dice la Bibbia: Cristo… offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime… Ora l’anima mia è turbata. Nel Getsemani è impaurito e angosciato, quasi disorientato, ha il pianto in gola come ciascuno di noi. La sua angoscia però non è quella del dubbio, ma è il dolore che accompagna l’obbedienza, consapevole del male che si abbate su di lui.

È una angoscia che non mette in crisi la sua fiducia. Sa di avere un padre dolcissimo e in queste mani si abbandona. E Gesù a quei greci che lo volevano conoscere dice subito quello che lo caratterizza: sono un chicco di grano che ha il coraggio di morire nella terra per poter risorgere a vita nuova; presenta a loro subito il centro della sua vita: il dono di sé fino alla consumazione, ma nella consapevolezza di una risurrezione. Nella vita non si può vivere per sé stessi; ci si diverte pure, ma si rimane soli, con un cuore rinsecchito di egoismi. Invece chi ha il coraggio di dare la sua vita, di perderla, la ritroverà piena, sovrabbondante, incontenibile. Questa è la nostra speranza, a questa speranza ci orienta sempre la vita di Gesù.

Il chicco che muore non si consuma in una terra cruda e spietata, ma nelle braccia di un padre che dà vita. Avessimo tutti un padre così! Ma la preghiera che tutti ricordiamo, che abbiamo imparato da bambini dice proprio: Padre nostro. Ci possiamo contare!

Se volete stare con me, la strada sarà sempre in salita, S. Lorenzo che oggi festeggiamo, ve lo ricorda con la sua morte, ma non vi lascerò soli. Vi mando una forza, lo Spirito e sto con voi, con il mio corpo e il mio sangue.