Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,44-51
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
In tempi di grande confusione come sono i nostri non è raro farsi domande del tipo: dove sta il segreto per avere una vita vera, non succube delle strane teorie che ogni tanto qualcuno vende per definitive? E’ possibile trovare pienezza di vita o dobbiamo accontentarci sempre di ritagli, di piccoli adattamenti?
Il vangelo non ha dubbi. La vita piena, bella, felice, completa, degna di essere vissuta, determinante, definitiva ce l’ha solo chi crede, chi si affida, chi mette la sua vita nelle braccia di Dio, di chi ha colto in Dio la direzione del suo percorso e lo continua a seguire, a cercare, a percorrere. Per essere felici occorre avere una fede, noi cristiani diciamo occorre avere la fede nel Dio di Gesù Cristo.
Purtroppo molti dicono che la fede provoca fanatismi e intolleranze; addirittura si fanno guerre, si creano contrapposizioni, si mina la pace sociale e quindi è meglio starsene tranquilli, senza esporsi, facendosi i fatti propri. A parte che qualche contrapposizione naturale, qualche confronto anche duro per chiarire i nostri ideali e sostenerli è sempre meglio della pace del cimitero e inoltre pace e serenità non possono consistere nel lasciarsi fare la vita dai più furbi, mettersi in balia di chi ha la capacità di farci ragionare come lui vuole, perché è potente, è persuasivo, ha tutte le immagini possibili di felicità da propinarci per svariate ore ogni giorno.
Ogni persona ha una sete di vita che non può passare con l’adattamento; la persona, l’umanità, è un vulcano di energie, di amore, di intelligenza, di forza e deve trovare direzioni verso cui esprimerle.
La direzione che il vangelo ci dice è quella della fede e per prendere questa direzione Dio si pone nella vita come il pane, il nutrimento di base, la solida possibilità di crescere nella prospettiva di Lui. Questo pane è il sapore della vita, il sapore è Lui; è la forza della vita e la forza è Lui. Dice Gesù: Io sono il pane della vita, io sono a disposizione per ogni vostra fame, io sono la forza di quel Dio che non vi abbandona mai. Se facciamo digiuno eucaristico in questi tempi è perché c’è guerra nel mondo , perché desideriamo la pace..
Oggi la Chiesa ricorda la figura di san Giorgio, cui sono dedicate nazioni, compagnie chiese, parrocchie. E’ la festa di un martire che pagò con la vita la sua fede in Gesù e nella difesa della sua Parola. E patrono anche della mia parrocchia in cui sono nato, battezzato e ordinato prete, proprio 60 anni fa e per questo mi permetto di chiedere le vostre preghiere.


