Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,1-6.16-18
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Le cose più belle della nostra vita sono la gioia di avere un papà e una mamma e di poter vivere una vita d’amore da marito e moglie. Un papà è orgoglioso dei suoi figli, la mamma se li coccola e li aiuta a divenire maturi nel rapporto con tutti, il marito è entusiasta della moglie e la moglie è la gioia del marito. Questo è il progetto di ciascuno, perché è stato il progetto regalato da Dio agli umani. Poi è successo di tutto. Lo abbiamo provato tutti nelle nostre semplici vite. Un papà non è più stato accolto e apprezzato dai figli, una mamma è stata solo sfruttata finchè serviva; un marito è stato tradito e abbandonato dalla moglie; una moglie si è trovata abbandonata, magari con i figli a carico. Insomma, il peccato, il male. La cattiveria, la stoltezza sono entrati nel mondo e lo hanno dilaniato.
Che decide di fare Dio?
Si immedesima nel genitore rifiutato, trattato male, abbandonato e messo alla derisione; si identifica con un marito tradito, lasciato e vituperato. Dio prova nel suo cuore questi dolori e li sente come fallimento di tutta la sua creazione. Dice papa Francesco: Siamo qui di fronte ad un vero e proprio dramma d’amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio/figlia e di sposa infedeli.
I figli siamo noi: ogni uomo che odia e maltratta pure uccidendolo un altro uomo, magari pure un fratello, la moglie infedele siamo ancora noi come popolo di Dio che lo rifiuta: è lo stesso suo popolo che ha scelto e con cui ha stabilito una alleanza gratuita e carica di affetto.
Quando diciamo che i figli siamo noi o che Israele siamo Noi, tiriamo dentro senza alcuna remora un altro figlio, che fa parte di questo popolo: lo stesso Figlio Gesù, perché è uomo fino in fondo come noi. Lui però mette tutta la sua vita a disposizione di una definitiva riappacificazione con Dio Padre.
Il Figlio di Dio è lo Sposo che fa di tutto per guadagnare l’amore della sua Sposa, alla quale lo lega il suo amore incondizionato che diventa visibile nelle nozze eterne con lei.
Dio decide di definirsi come misericordia. Aspetta il figlio che lo ha abbandonato, lo cerca, lo sospira, gli va incontro. Chiama dal deserto la sua moglie infedele e la fa rivivere accanto a sé.
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d’amore;
ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia;
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.
Così farà con il popolo
Il mio popolo è duro a convertirsi: ma
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te
e non verrò nella mia ira.
Ecco noi siamo dentro questo amore che si fa tenerezza per ciascuno di noi.
E in Gesù crocifisso Dio arriva fino a voler raggiungere il peccatore nella sua più estrema lontananza, proprio là dove egli si è perduto ed allontanato da Lui. E questo lo fa nella speranza di poter così finalmente intenerire il cuore indurito della sua Sposa.
Ma la cosa più bella che Dio ci offre è che fa anche noi capaci di questa misericordia, anche noi che viviamo e soffriamo tradimenti e umiliazioni possiamo avere un cuore non più di pietra, ma di carne. Capace di perdonare e mostrare tenerezza per chi è inadempiente, ci offende, ci fa soffrire.


