Un Avvento che deve sapere di pace, quella del Signore

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24,37-44
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Audio della riflessione

Esiste un momento del nostro vivere in cui riusciamo a farci un giudizio complessivo sul senso che siamo riusciti a dare alla vita? Se in questo istante venisse fissato il significato globale della nostra esistenza come sarebbe? Una carognata dopo l’altra? Persi senza ritorno? Né caldi, né freddi? Vegliate perché non sapete in quale giorno il Signore verrà. Esiste sicuramente un momento in cui potremo prenderci in mano la nostra vita, guardarci dentro e finalmente mettere in fila tutti i gesti che l’hanno composta: l’ingenuità, le innocenti aspirazioni, i sogni, le frustrazioni, le persone che l’hanno popolata, gli affetti ricevuti e donati, i soprusi subiti e inflitti agli altri, il bene e il male, tra cui ci siamo continuamente dibattuti. Una luce la illuminerà, le domande senza risposta che spesso ci siamo fatte troveranno un perché. Sapremo il perché della gioia e del dolore, il perché dell’amore e dell’odio, il perché della vita e della morte. Verrà smascherato il profittatore e scoperto il ladro, non servirà nascondersi dietro certificati né ci saranno immunità. Il povero e il ricco, l’uomo e la donna, l’adulto e il bambino, il Nord e il Sud, l’Occidente e l’Oriente, Russia e Ucraina, Israele e Palestrina. Occidente e Oriente avranno pari opportunità. Il terrorista verrà colto nel suo gesto folle e non serviranno bombe a grappolo per stanarlo. Forgeranno le spade in vomeri, le lance in falci e i missili porteranno fiori. Non è un sogno hippy, ma la fotografia del mondo futuro, che Gesù chiamava regno dei cieli per non confonderlo con le pubblicità del tempo. Non siamo buttati su questa terra a caso. La nostra vita non è affidata al niente. State pronti, il Figlio dell’uomo verrà. Su questa certezza va organizzata la nostra vita. Noi l’attendiamo operosi. La nostra salvezza è più vicina ora di quando abbiamo cominciato a credere. Tutte le luminarie che hanno cominciato a decorare le nostre strade, i negozi, gli alberi sono solo segno di una nuova luce che deve rischiarare la nostra vita: la luce del Signore. La terra in cui Gesù è nato più di 2 millenni fa è insanguinata, è barattata con vergognosi resort, è contesa a suon di eccidi; ma noi Signore siamo sicuri che donerai la pace vera a tutti quelli che hanno sofferto e ancora oggi tenteranno di abbracciarsi oltre ogni odio che tu li aiuterai ad estirpare dal cuore, a partire da coloro che hanno responsabilità politiche dietro le quali non riescono a sognare la pace che tu vuoi, ma solo la loro che nascondono ancora dentro interessi innominabili.