Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,7-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
Che oggi viviamo una crisi generalizzata di cristianità è fin troppo evidente. Il cristianesimo come religione, esperienza profonda di fede, insieme di verità con al centro il vangelo di Gesù ha una sua adesione molto ampia ancora nel mondo di oggi; Sono però cambiati non di poco i modi di viverlo, le tradizioni che lo hanno sempre inculturato, la vita concreta dei cristiani… Definiamo per intenderci tutto questo come cristianità, il vestito che assume e che cambia il modo di viverlo nei vari periodi storici nelle nostre vite.
Oggi siamo in difficoltà a cucire questo vestito. Un elemento che intacca però anche il nostro essere cristiani è di ritenerci orfani di un Padre. Crediamo forse ancora, ma abbiamo lasciato Dio fuori dalla nostra vita, tanto che non lo preghiamo più, non ci rivolgiamo a Lui nelle nostre fatiche quotidiane, abbiamo perso fiducia in Lui.
Gesù nel vangelo ci dice che ne va di mezzo anche la nostra esperienza di paternità o meglio Gesù per convincerci che questo Padre, non solo c’è ancora, non solo ci ama, ma aspetta solo che noi lo tiriamo dentro nella nostra vita. E chiama in causa la nostra esperienza bella di paternità che ogni padre ha verso i suoi figli. Dareste una pietra a vostro figlio se vi domandasse un pane o una serpe se vi domandasse un pesce? Non ci comporteremmo mai cosi; nessun padre tratterebbe così i propri figli.
Ma noi invece abbiamo cancellato dalla nostra vita proprio il Padre, Dio Padre e non ci accorgiamo che ne abbiamo grande bisogno, grande sete, grande necessità di tenerezza, amore, luce, forza paternità profonda. Stiamo cancellando anche il cristianesimo e non ci rendiamo conto che ci stiamo facendo orfani di un Padre. Se bussiamo alla sua porta ci aprirà sempre, se lo cerchiamo, lo troviamo se gli chiediamo saremo esauditi.
E da noi che cosa esige? Cose difficili, incomprensibili, ricattatorie? Solo la regola d’oro di ogni vita: “Tutto quanto volete che gli uomini facciamo a voi, voi fatelo a loro”. Nel giudaismo è in forma negativa: non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. La differenza può essere significativa e importante perché il “non fare” è sempre una forma negativa, da evitare, ma la cosa più interessante è che Gesù eleva questa regola a principio universale. E’ una enunciazione diversa del precetto della carità, diventa perciò un riassunto della legge e dei profeti, un concentrato ben preciso della rivelazione del Signore, un “vestito” necessario per il nostro cristianesimo di tutti i tempi, di ieri, di oggi e di domani, la sola vera cristianità perenne e condivisibile con tutta l’umanità.