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	<title>Mt25 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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	<title>Mt25 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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		<title>Per godere di Dio occorre avere sempre grinta e attesa vera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mt]]></category>
		<category><![CDATA[Mt25]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MatteoMt 25,1-13 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/08/20250809-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Matteo<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/25/?sel=25,1-13">Mt 25,1-13</a><br> <br>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:<br>«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.<br>A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.<br>Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.<br>Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/08/20250809-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Essere preparati a vivere bene tutti gli avvenimenti che la vita ti porta non è sempre facile. Talora siamo in ansia, come quando si aspetta la nascita di un bambino, la data di un esame, il giorno del matrimonio, altre volte invece ci si adatta, ci si spegne e anche le cose più importanti ti passano senza che te ne accorga e perdi occasioni belle, determinanti e decisive. Hai messo il silenziatore alla tua vita, ti sei collocato in stand by e aspetti che la vita si faccia da sola, le decisioni si realizzino automaticamente. E invece la vita passa e non te n’accorgi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano così anche quel gruppo di ragazze che dovevano fare festa allo sposo: dovevano aspettarlo per celebrare con lui le nozze, per dire con le loro grazie la bellezza della vita; cinque di loro erano sveglie, in attesa, preparate, sollecite; le altre invece tranquille, ancor peggio adattate e assopite, svogliate e pigre. Sembrano il ritratto del nostro tirare a campare: ma sì, vedrai che a tutto si trova un rimedio. Molti si affannano, ma vedrai che noi all’ultimo momento troveremo di intrufolarci in qualche parte, riusciremo come sempre a soffiare il posto a qualcun altro, a sfruttare l’occasione. Se siamo in ritardo passiamo sulla corsia di emergenza!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vita che non prende mai decisioni, si adatta e naviga a vista, non progetta, né prevede, non costruisce, ma vive di rimedi, non collabora, ma sfrutta. Il gioco può essere anche bello, ma lo sposo, il centro della festa, lo sposo che è il Signore Gesù, non lo si può aspettare addormentati sulle nostre comodità, invischiati nei nostri egoismi e pigrizie, calcolando inganni a danno dei buoni. Il Signore passa e se non trova un cuore pulito che lo invita, gli fa posto, non forza, non costringe, non toglie la libertà che stiamo usando male, la rispetta e passa oltre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri sono in attesa di lui, hanno fame della sua parola, sanno che le sue nozze sono determinanti per la loro vita. Lo avranno, lo accoglieranno, faranno di lui il centro della loro festa. Infatti il vangelo, in maniera quasi inaspettata per il nostro buonismo che non permette mai di dire si, si, no, no, ma che continua con falsa pietà a giustificare tutto, dice perentorio: e la porta fu chiusa. Fu chiusa la porta non della bontà e della misericordia di Dio, ma della coscienza, della libertà spesa bene, della vita generosa, della ricerca della vera felicità. Fu chiusa la porta delle scelte, per entrare nella delusione dell’adattamento. E’ in gioco la nostra vera gioia, ma dobbiamo essere coscienti che Dio è sempre esigente, proprio perché non ci vuole perdere e lasciar fuori.&nbsp;</p>
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		<title>Seppellire i doni di Dio è una grande responsabilità.</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2024/08/31/seppellire-i-doni-di-dio-e-una-grande-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mt]]></category>
		<category><![CDATA[Mt25]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14-30) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.Subito [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Matteo (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/25/?sel=25,14-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mt 25,14-30</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:<br>«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.<br>Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.<br>Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.<br>Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.<br>Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.<br>Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.<br>Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240831-SAB-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è stato un tempo non molto lontano dai nostri giorni in cui si pensava che tutti gli uomini erano uguali, tutti con gli stessi diritti, tutti con gli stessi doveri, tutti alla pari. Venivamo da un mondo in cui tanti diritti fondamentali erano conculcati per molte persone: per esempio la vita, la cura della salute, il lavoro, lo studio, la giustizia&#8230; Era giusto che si lottasse perché tutti potessero avere le stesse possibilità di fronte alla vita.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è però vero che tutti rispondono alle proprie risorse con lo stesso impegno, non solo, ma Dio ci ha creati diversi, con gusti e desideri, carattere e qualità diverse, e ci ha chiesto di far fruttare quello che ciascuno ha. Talenti chiama il vangelo tutte le risorse che ogni persona ha a disposizione. Chi ha dieci deve lavorare per dieci altrimenti non è fedele alla sua vita e a Dio che gliel&#8217;ha data, chi ha cinque deve lavorare per i suoi cinque, non si deve sentire inferiore se non ha tutte le qualità che hanno altri; purtroppo c&#8217;è chi ne ha solo uno, ha paura, si crede furbo a non farlo fruttare, a star comodo a vivere di rendita.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parabola del vangelo non è un testo di economia, ma un invito a sentirsi nella vita sempre a contatto con Dio con tutte le nostre forze. Dio ha dato a tutti la possibilità di rispondere al suo amore, anche se abbiamo avuto genitori cattivi, disgrazie impensabili, malattie, ingiustizie&#8230; Dio sa andare sempre al cuore, all&#8217;interiorità e lì ci siamo solo noi con la nostra coscienza che diciamo a Dio la nostra voglia di vivere, la nostra decisione di fare della nostra vita un dono, di scavare tutte le possibilità che Lui ci ha dato. Dio è esigente come è generoso, non vuole che noi ci adattiamo al ribasso, che il fuoco della sua vita divenga un fumo evanescente. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti di noi anziché far fruttare la propria vita per la felicità di tutti la buttano, la sperperano, stanno comodi, vivono alle spalle degli altri, si scoraggiano. È bello invece pensare che anche se ci sembra di avere poco quello che Dio ci ha dato può fare miracoli e salvare anche altri dalla disperazione e dall&#8217;infelicità&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Occorre gente che aiuta sempre tutti ad alzare lo sguardo al cielo per vedervi la gioia di Dio che ci ha dato la possibilità di raggiungerlo per sempre.&nbsp;</p>
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		<title>È possibile navigare sempre a vista?</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2024/08/30/e-possibile-navigare-sempre-a-vista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mt]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Matteo (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/25/?sel=25,1-13" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mt 25,1-13</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:<br>«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.<br>A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.<br>Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.<br>Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240830-VEN-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">O la vita è una accozzaglia di eventi che si succedono a caso e noi cerchiamo di navigare a vista per cogliere le occasioni e sfruttarle al massimo per il nostro interesse oppure la vita è una storia con un centro, un inizio, una fine, una direzione e noi ci aspettiamo di dover rendere conto a qualcuno di come l’abbiamo vissuta. Gesù ci ha insegnato che il mondo è nelle mani di Dio, che da Lui ha avuto inizio e in Lui si compirà.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita che viviamo sulla terra è incerta, provvisoria, destinata ad essere superata in una situazione definitiva e certa in cui tutto verrà trasformato nei cieli nuovi e mondi nuovi verso cui siamo incamminati. Lui ci ha promesso che tornerà.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra vita è meglio rappresentata da una attesa vigile piuttosto che da un annoiato torpore fatalistico. È segno di grande dignità per l’uomo sapere che deve rispondere a un giudizio, a una valutazione globale della sua vita, in una coscienza che permane come nucleo decisivo nell’evolversi degli eventi. Tutto passa, tu rimani e ogni fatto della tua vita lascia sulla tua spiaggia un segno, viene infilato come un grano di una lunga collana.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma te la guardi ogni tanto questa collana? Riesci a legare i tuoi gesti in una storia? C’è una lampada nella tua esistenza che ti dissolve le ombre dell’insignificanza? C’erano, dice Gesù, dieci ragazze in attesa dello sposo: cinque avevano fatto scorta di olio per le lampade, sapevano che l’attesa sarebbe stata indecifrabile, che la vita era in salita, che non si è mai preparati abbastanza per affrontare la notte. Altre cinque invece avevano preso l’invito a nozze con leggerezza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Troveremo sempre qualche rimedio. Non vale la pena di preoccuparsi tanto della vita, qualche furbizia, qualche terno al lotto, le debolezze di qualcuno possiamo sempre sfruttarle. Una vita lasciata continuamente al caso. C’è sempre tempo per decidersi. Ma non è vero. Esiste un momento in cui la vita decide per te e ti trova impreparato. Si sente un grido nella notte: è qui, la vita è al suo culmine, la pienezza è giunta, la festa senza fine comincia, la tua lampada accesa ti fa trovare la strada, mentre il buio in cui ti sei adattato ti toglie ogni prospettiva. I rimedi dell’ultima ora sono pezze che si sfilacciano. E lo porta fu chiusa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vigilate perché non sapete né il giorno, né l’ora. C’erano dei segni e non li abbiamo visti. I segni della tua venuta ci interessano.&nbsp;</p>
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		<title>Un&#8217;attesa stanca e sopportata.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mt]]></category>
		<category><![CDATA[Mt25]]></category>
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					<description><![CDATA[Festa di S.Teresa Benedetta della Croce, patrona d&#8217;Europa Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Festa di S.Teresa Benedetta della Croce, patrona d&#8217;Europa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Matteo (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/25/?sel=25,1-13" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mt 25,1-13</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:<br>«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.<br>A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.<br>Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.<br>Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240809-VEN-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La tendenza culturale del nostro tempo, caratterizzato dal pervasivo modello televisivo, dalla facilità con cui riusciamo a fare e spedire fotografie, dalla molteplicità di immagini senza di cui quasi non possiamo vivere, è quella della facciata, del farsi vedere, dell’apparire. Se vai in televisione allora esisti, altrimenti nessuno sa di te e se nessuno ti ha visto non ci sei. Le immagini hanno raccorciato le distanze, permettono di vivere in diretta fatti lontani, prendere coscienza di quello che avviene in ogni parte del mondo, aiuta la fantasia a galoppare, rende tutti capaci di immaginazione oltre le strettezze del luogo in cui si vive. Il pericolo però, non troppo calcolato è quello di dare importanza all’apparire e non all’essere, all’esteriorità e non all’interiorità.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vangelo parla di 10 vergini, dieci ragazze, dedicate a fare corona a una festa di nozze. Tutte belle, tutte preparate, tutte ben vestite, ma solo cinque di esse vivono l’attesa come una molla della loro vita, le altre cinque invece si accontentano di esserci, di apparire, di fare coreografia, non pensano a vivere l’attesa dello sposo con intensità, con partecipazione, con occhio vigile. Non si preparano, danno tutto per scontato, è un mestiere come un altro. È fin troppo evidente l’insegnamento di Gesù.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capita così della nostra fede. È terribile pensare che sovente la facciata è salva, diciamo di essere credenti, cattolici pure, ma dentro, l’amore è finito e con esso la speranza. Si continua a vivere la vita per abitudine, con stanchezza, per quieto vivere o per puntiglio, per tradizione o per contrapposizione, ma manca dall’interno l’attesa vigilante e operosa dell’incontro con lo sposo, dell’incontro con Cristo. La vita di fede è un invito a nozze, ma non ci interessa più niente dello sposo. Siamo come una coppia che non trova più motivi per stupirsi l’uno dell’altra. La religione è diventata una abitudine di facciata. Le parole di Gesù a queste cinque vergini sono tremende: “non vi conosco”, non mi interessa la facciata. Dio guarda il cuore e al posto del cuore c’è un sasso. Occorre riattivare la vita, il sentimento, occorre tornare a sperare, Dio la forza ce la dà sempre.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bella persona che è stata ed è santa Teresa Benedetta della Croce, compatrona d’Europa è sempre la bella immagine di una attesa vigile ed entusiasta della venuta di Gesù. Edith Stein è il suo nome prima di farsi monaca. Purtroppo, anche in Olanda arrivò la furia nazista. Il 20 luglio 1942 la Conferenza dei vescovi olandesi fece leggere in ogni Chiesa un proclama contro il razzismo praticato dai Nazisti. Pochi giorni dopo, il 26 luglio, Hitler ordinò che fossero arrestati tutti gli ebrei che si erano convertiti ad altra religione. Tra questi, appunto, c’erano Edith Stein e sua sorella Rose Stein: le donne furono deportate assieme a moltissime altre persone. Morirono entrambe pochi giorni dopo nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz. Era il 9 agosto 1942.&nbsp;</p>
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