<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mc 3 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
	<atom:link href="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/tag/mc-3/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Jan 2026 20:47:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/cropped-read-2890857_1280-32x32.jpg</url>
	<title>Mc 3 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
	<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mi basta che mettiate in pratica la mia Parola</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/27/mi-basta-che-mettiate-in-pratica-la-mia-parola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2560</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,31-35 In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260127-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,31-35">Mc 3,31-35</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.<br>Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».<br>Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me&nbsp;è fratello, sorella e madre».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260127-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Titolo di consanguineità è essere figli della stessa madre o dello stesso papà, spesso però è anche far parte dello stesso popolo, della stessa famiglia, della stessa terra, delle stesse tradizioni. È fare esperienze comuni, incontrarsi, essere amici, lavorare o studiare assieme, far parte della stessa squadra. Ti basta spesso avere una foto assieme a una persona importante per gloriarti con gli amici della tua dimestichezza con lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gente pensava che anche nei confronti di Gesù bastassero titoli di consanguineità per far parte della sua squadra, per sentirsi legati a lui, come biglietto da visita da presentare. Se sono del suo giro, se appartengo al suo gruppo, posso accampare alcuni privilegi e alcuni diritti su di lui. Posso rivendicare una maggiore intimità, magari anche qualche potere di raccomandazione o diritto di precedenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivano infatti la madre e i parenti e la gente crede che Gesù debba far loro posto nel suo programma di annuncio, debba in qualche modo mostrare deferenza, sospendere la sua predicazione per una simpatica rimpatriata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù invece dice che il legame più vero e più bello che si può avere con lui non è tanto la consanguineità o la parentela, ma il fare la volontà di Dio, cioè l’impostare la vita sul progetto di Dio nella storia. Si entra nell’intimità con Gesù non richiamando parentele, ma facendo un salto di qualità nell’abbandono nelle braccia di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno davanti a Dio è garantito per elementi esterni, perché magari va in Chiesa o fa parte della parrocchia, o bazzica sempre negli ambienti ecclesiali, perché conosce un cardinale o un vescovo, o ha parlato col papa, ma solo nella coscienza di lavorare assieme a Dio per la costruzione del suo piano d’amore. La sua volontà è soltanto quella di far trionfare l’amore. Diventi suo vero consanguineo se scorre nella tua vita la sua stessa linfa, la sua stessa parola, il suo piano di salvezza per tutti gli uomini</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento dell’accoglienza, l’ascolto e l’ascolto-tradotto in nuovo stile di vita della Parola ci rende fratelli di Gesù, la ricerca di lui, l’atteggiamento di chi si converte interiormente a Lui, ogni giorno, perché ogni giorno dice: sia fatta la tua volontà e in questo modo sperimenta il Dio che non ci abbandona mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo la bella figura di sant’Angela Merici che con grande coraggio ha rivoluzionato le congregazioni femminili in tutto il mondo con grande fede e coraggiosa lettura dei segni dei tempi</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260127-LetturaVangelo.mp3" length="547512" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260127-AudioRiflessione.mp3" length="3439348" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Un primo processo a Gesù riportato in sordina a Gerusalemme</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/26/un-primo-processo-a-gesu-riportato-in-sordina-a-gerusalemme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2555</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoLc 3,22-30 Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260126-LetturaVangelo-1.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br>Lc 3,22-30</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l&#8217;uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito immondo».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260126-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una nota cui ci si bada poco nel vangelo che leggiamo oggi è: “Certi maestri della legge erano venuti da Gerusalemme” e poi l’accusa. Non si tratta certo di un parere tranquillo in una società civile, ma è molto probabile che le autorità religiose della capitale fossero già allarmate della apparizione e delle dichiarazioni di Gesù nella Galilea e abbiano mandato degli scribi a fare un processo regolare. Il tribunale di Gerusalemme non tarda a rendere pubblica la sua sentenza: Gesù scaccia i demoni perché è d’accordo con il principe dei demoni. Senza affrontare il tema esplicito dei demoni, qui ci interessa vedere come Gesù tenta di rispondere in maniera molto accorta utilizzando, si dice in gergo un argomento <em>ad hominem</em> cioè mettendo in contraddizione chi ha parlato su che cosa ha detto. E Gesù dice se satana scaccia satana è una guerra interna, una guerra civile fra di loro, il regno dei demoni è spacciato. Non è raro sentire risposte ironiche di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora Gesù passa al contrattacco e accusa duramente i suoi accusatori. In questa sentenza il tribunale voleva dire che nei giudici c’era una cattiva volontà evidente e cioè che volevano chiudere gli occhi davanti alla luce. E allora Gesù ci dà un altro grande insegnamento. Ci sono due classi di peccato: contro il Figlio dell’uomo e contro lo Spirito Santo. Il primo è la constatazione di tante nostre mancanze nella vita quotidiana, il secondo è riferito a quegli atti, che essendo peccaminosi in sé, sono presentati col travestimento della virtù. Questi ultimi non riceveranno mai il perdono perché la prima condizione per essere perdonato è riconoscere il proprio peccato. Questa è una forte diatriba contro il fariseismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potremmo continuare a fare esempi, per non pensare che Dio non perdona qualcosa, che non è misericordioso. Il peccato contro lo Spirito Santo è non riconoscere che Gesù perdona, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo perdonano- Il perdono passa dal costato aperto di Cristo. Se tu ti ostini a non credere e continui ad ammettere che Gesù non perdona, come fa a perdonarti se non lo ritieni nemmeno esistente. Qui non si tratta di ammettere cose astratte, ma di voler continuamente escludere dalla tua vita la persona di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci preoccupiamo troppo perché se lo vorrai, Dio riuscirà a farci percorrere una strada di salvezza tramite lo Spirito Santo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260126-LetturaVangelo-1.mp3" length="1136208" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260126-AudioRiflessione.mp3" length="3242653" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Il messia è fuori di sé</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/24/il-messia-e-fuori-di-se/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2546</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,20-21 In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». La sua parola è follia pura, non può essere ridotta a buon senso, a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260124-LetturaVangelo-1.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,20-21">Mc 3,20-21</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.<br>Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260124-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La sua parola è follia pura, non può essere ridotta a buon senso, a cose che stanno nella media. Esige uscire da sé per capirlo, uscire dal perbenismo per ascoltarlo. Quanti tentativi facciamo per rendere spiegabile la persona di Gesù, per abbassarlo al nostro buon senso, per stringerlo nei nostri piccoli orizzonti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è sempre piaciuta una presentazione di Gesù fatta alcuni anni fa da un gruppo di giovani che si era inventato una fantomatica “gazzetta del Giordano”, datandola Anno 31esimo, dal 12 al 17 febbraio del 31. Il primo articolo a tutta pagina era così: Il Nazzareno pronuncia un discorso scandaloso rivoluzionario. Il profeta è pazzo! e sottotitolo: Su un colle vicino a Cafarnao: farneticazioni riguardo la felicità. Gesù viene presentato come il chiacchierato figlio di un carpentiere che da qualche mese predica la venuta del regno di Dio e l’amore fra le genti, e che ora è ricercato dal Sinedrio dopo il suo discorso intitolato: Le beatitudini. Fin qui la fantasiosa “gazzetta del Giordano”. Un modo interessante per far capire che di fronte a Gesù occorre cambiare metodo di giudizio, di comprensione, di accettazione della sua persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo noi cristiani di oggi ci siamo troppo abituati a dare per scontato tutto quello che ci ha anche motivato in alcune stagioni della nostra esistenza, anche se per le nuove generazioni non si può più dire che Gesù è un fatto da collocare nell’infanzia come una favola. A moltissimi non se ne è proprio più parlato da tanto tempo, la sua nascita è stata sostituita da babbo Natale, un insieme di occasioni per mangiare diversamente, un bel tempo per avere vacanze da scuola che poco alla volta diventeranno non il ricordare Gesù, ma per la nostra cultura mediterranea, la festa del sole che nasce o poco più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;E’ finita l’era della cristianità, dove ogni elemento della esperienza credente veniva sostenuto appunto da tradizioni anche ben pensate, da presepi, da rievocazioni del fatto benedetto della nascita al mondo del Signore, fosse anche non del tutto capito, ma almeno mai nascosto. Anche gli stessi parenti di Gesù rendono evidente con il loro tentativo di metterlo a tacere, di andarlo a ricuperare da questa predicazione fuori norma popolare perché anch’essi non lo capivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sua madre invero aveva un’altra visione del suo figlio Gesù, teneva dentro di sé ogni cosa e ha saputo &nbsp;con la sua presenza tenace fino sotto la croce, maturare in se stessa e per i suoi sempre di più la grande novità del Figlio suo Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se noi cristiani non stiamo attenti e riduciamo la nostra fede a lontani ricordi di infanzia o a connessioni troppo legate al consumismo, ne verremo privati, la affosseremo anche noi come poi hanno fatto i suoi contemporanei incapaci di ridiscutere il senso della propria esistenza e dare risposta alla sete di infinito non negli orpelli delle leggi farisaiche, ma nella vera vita di Dio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260124-LetturaVangelo-1.mp3" length="318872" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260124-AudioRiflessione.mp3" length="3896066" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Ogni persona ha una chiamata unica dal Signore per la sua vita</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/23/ogni-persona-ha-una-chiamata-unica-dal-signore-per-la-sua-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2537</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,13-19 In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260123-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,13-19">Mc 3,13-19</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.<br>Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260123-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tre elementi chiarissimi usa l’evangelista Marco per aiutarci a capire quello che ha fatto Gesù e che è una costante della presenza di Dio per l’umanità: il primo è salì sul monte; non viene detto che monte è, ma vi è una chiara allusione alle grandi decisioni di Dio del primo testamento riguardo al suo popolo. Qui fa capire che Gesù in un momento preciso della sua vita umana si mette a disposizione del piano divino stabilito nella Trinità di iniziare a realizzare la nuova visione di regno di Dio, di piano di salvezza definitivo. Il secondo elemento è “chiamò a sé quelli che volle”; quindi si cerca e chiama dà una vocazione a ciascuno dei suoi più stretti collaboratori. È lui che chiama, che è entrato nella vita di queste 12 persone e li chiama apostoli. Anche Dio, ci racconta il primo testamento, aveva scelto un piccolo numero di autorità di rilievo: Mosè, Elia, Eliseo ed Ezechiele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza quello che distingue questi quattro uomini da tutto il popolo di Israele è la facoltà data a loro da Dio di compiere miracoli. Questa scelta dei 12 dimostra l’intenzione di Gesù di preparare il nuovo popolo di Dio, l’Israele degli ultimi tempi e non creare solo un gruppo particolare come facevano a quei tempi i farisei e la setta di Qumram. Gli apostoli non dovranno trasmettere meccanicamente un messaggio dato loro dal maestro, ma saranno <em>attivisti pericolosi</em>, passi il termine perché finirono quasi tutti ammazzati, come furono quei quattro uomini indicati dalla tradizione giudaica. In una parola, il profetismo dei discepoli di Gesù non è puramente verbale, ma intensamente operativo. E lo saranno sempre riempiti di Spirito Santo i battezzati, noi che siamo stati chiamati pure a uno a uno ad essere cristiani col battesimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Val la pena che molto più spesso noi cristiani ci sentiamo nella scelta personale di Gesù; nessuno è cristiano a caso, ma ciascuno di noi è dentro un progetto di nuovo popolo di Dio, di umanità chiamata a mettere al centro Gesù, seguire il suo insegnamento, annunciarne la sua morte e risurrezione e continuare a mettere in pratica, ogni giorno più in profondità il suo vangelo. Siamo sempre nella preghiera di Gesù, siamo sempre sua scelta e questo non ci deve mai far tirare indietro nel lodare Dio, proporre e vivere il vangelo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260123-LetturaVangelo.mp3" length="688124" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260123-AudioRiflessione.mp3" length="3200495" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Si gettavano addosso a Gesù per toccarlo!</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/22/si-gettavano-addosso-a-gesu-per-toccarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2538</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,7-12 In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.Allora egli disse ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260122-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,7-12">Mc 3,7-12</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.<br>Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.<br>Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260122-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La gente si sposta per i mercati, si sposta per i divertimenti, si sposta per sentire persone significative. Ma molta gente si sposta soprattutto in cerca di speranza. I malati sono spesso questa gente. La ricerca di sollievo alla sofferenza mette in tutti i malati una grande attesa; quando sentiamo che da qualche parte di questo mondo c’è qualcuno che può risolvere le nostre angosce o le nostre malattie facciamo tutti i sacrifici possibili per tentare una possibile strada che ci dà guarigione, che risponde alle nostre sofferenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù nel suo pellegrinare spostava le popolazioni che venivano a contatto con la sua Parola, con il suo messaggio nuovo, con la forza con cui accompagnava quanto diceva. E la gente era talmente interessata a Gesù che lo travolgeva, voleva un contatto fisico con lui, dice il vangelo: gli si gettavano addosso per toccarlo. Si è fatto come pulpito una barca così che almeno, parlando da qualche metro dalla riva dal lago, non lo schiacciassero. Non era fanatismo, ma desiderio di dare salvezza alle loro vite, certezza di essere a contatto con Dio e di poterglisi affidare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noi guardiamo con supponenza a questa folla che si stringe attorno a Gesù, perché crediamo di essere autosufficienti, di non aver bisogno di un salvatore, perché crediamo che ci salvi la scienza, o il progresso, l’avere denaro e amici. Per le malattie abbiamo gli ospedali, per le depressioni le medicine, per la solitudine le città e le piazze, per i problemi tecnici il progresso, per i contenziosi i tribunali, per gli imprevisti le assicurazioni. Eppure ci riduciamo ancora miseramente a fare la fila dai maghi o dagli spacciatori, ci facciamo incantare dagli imbonitori, abbocchiamo all’ultima moda che ci promette la felicità e l’eternità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma alla fine sentiamo che tutto quanto è in nostro potere non basta. Abbiamo bisogno di un salvatore, anche noi uomini e donne del terzo millennio abbiamo bisogno di Dio, cerchiamo anche inconsciamente, un contatto con Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Dio in Gesù si lascia toccare, già da allora, ma anche oggi, Dio si presenta all’uomo e si fa incontrare in Gesù. Lui si fa incontrare nella quotidianità della nostra vita, nel rapporto tra di noi, nel volto del povero, nella vita sacramentale, nella sua Parola. Le chiese possono essere vuote, ma la sua presenza non si contrae: viene lui a cercarci, perché Dio non ci abbandona mai.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260122-LetturaVangelo.mp3" length="852360" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260122-AudioRiflessione.mp3" length="3281870" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>La mano inaridita e guarita da Gesù</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/01/21/la-mano-inaridita-e-guarita-da-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=2529</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,1-6 In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.Egli disse all&#8217;uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260121-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,1-6">Mc 3,1-6</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.<br>Egli disse all&#8217;uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o&nbsp;fare del&nbsp;male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt&#8217;intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all&#8217;uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.<br>E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260121-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a fatti straordinari noi siamo sempre un po’ scettici, anche se la tendenza di oggi è molto credulona, si lascia attrarre da fenomeni strani. Sta di fatto però che è difficile accettare che avvengano cose contro le leggi della natura. Ne sentiamo spesso parlare, abbiamo negli occhi tanti miracoli di padre Pio per esempio, ma vorremmo essere stati lì a vedere, vorremmo provare, anche se chi ci racconta è persona credibile abbiamo sempre delle riserve non sulla sincerità, ma sul possibile inganno in cui può essere caduto. Nell’antichità invece era molto più naturale credere a eventi meravigliosi perché si era molto più convinti dell’esistenza di Dio, della realtà soprannaturale, del fatto che a Dio era sempre tutto possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ comprensibile il comportamento degli studiosi della bibbia quando Gesù vincendo la naturale ritrosia di un uomo che aveva una mano inservibile per la sua vita, tutta storpiata e quindi inutilizzabile per il suo lavoro, per la cura di sé, per la normalità di una vita, dopo averlo chiamato in mezzo alla sinagoga ben visibile da tutti, gli chiede di stendere la mano davanti a sé perché tutti vedano e gliela guarisce all’istante. Discutevano pieni di rabbia, dice il vangelo, invece di restare meravigliati del prodigio e di ringraziare Dio. Che era successo? Era successo&nbsp; che questo fatto fu compiuto solennemente in un giorno di sabato con tutta la forza di provocare al cambiamento che caratterizzava i gesti di Gesù: il sabato era giorno sacro per l’ebreo, giorno in cui non si poteva effettuare nessuna opera, anche quella di guarigione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa più importante per loro era di vedere se stava agli schemi, non importava loro farsi domande sui segni che Gesù metteva in evidenza, non interessava loro mettersi in ascolto, ma solo essere severi guardiani di un passato che ingessava il rapporto tra gli uomini e Dio. Il Dio che avevano in mente non si commuoveva per il male di cui soffriva un uomo, ma era più interessato alla legge che stabiliva regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita di fede deve essere sempre un mettere in discussione le nostre comodità, le nostre caselle che ci siamo costruiti per controllare tutto, anche Dio. Il centro siamo noi, non Lui. Invece Gesù ci ribalta e dice che c’è speranza in una vita vera se ci sappiamo rinnovare nel contemplare la sua vita, se alziamolo sguardo al cielo che non è mai vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi si ricorda la bella figura di santa Agnese, la cui<em><strong> </strong></em>una catacomba è a Roma, posta al secondo miglio della via Nomentana, all&#8217;interno del complesso monumentale di Sant&#8217;Agnese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260121-LetturaVangelo.mp3" length="1058328" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/01/20260121-AudioRiflessione.mp3" length="3264356" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>La Parola di Dio vissuta crea consanguineità nella fede</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/01/28/la-parola-di-dio-vissuta-crea-consanguineita-nella-fede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=950</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,31-35 In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250128-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,31-35">Mc 3,31-35</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.<br>Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».<br>Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me&nbsp;è fratello, sorella e madre».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250128-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Titolo di consanguineità è essere figli della stessa madre o dello stesso papà, spesso però è anche far parte dello stesso popolo, della stessa famiglia, della stessa terra, delle stesse tradizioni. È fare esperienze comuni, incontrarsi, essere amici, lavorare o studiare assieme, far parte della stessa squadra. Ti basta spesso avere una foto assieme a una persona importante per gloriarti con gli amici della tua dimestichezza con lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gente pensava che anche nei confronti di Gesù bastassero titoli di consanguineità per far parte della sua squadra, per sentirsi legati a lui, come biglietto da visita da presentare. Se sono del suo giro, se appartengo al suo gruppo, posso accampare alcuni privilegi e alcuni diritti su di lui. Posso rivendicare una maggiore intimità, magari anche qualche potere di raccomandazione o diritto di precedenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivano infatti la madre e i parenti e la gente crede che Gesù debba far loro posto nel suo programma di annuncio, debba in qualche modo mostrare deferenza, sospendere la sua predicazione per una simpatica rimpatriata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù invece dice che il legame più vero e più bello che si può avere con lui non è tanto la consanguineità o la parentela, ma il fare la volontà di Dio, cioè l’impostare la vita sul progetto di Dio nella storia. Si entra nell’intimità con Gesù non richiamando parentele, ma facendo un salto di qualità nell’abbandono nelle braccia di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno davanti a Dio è garantito per elementi esterni, perché magari va in Chiesa o fa parte della parrocchia, o bazzica sempre negli ambienti ecclesiali, perché conosce un cardinale o un vescovo, o ha parlato col papa, ma solo nella coscienza di lavorare assieme a Dio per la costruzione del suo piano d’amore. La sua volontà è soltanto quella di far trionfare l’amore. Diventi suo vero consanguineo se scorre nella tua vita la sua stessa linfa, la sua stessa parola, il suo piano di salvezza per tutti gli uomini</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atteggiamento dell’ascolto della Parola ci rende fratelli di Gesù, la ricerca di lui, l’atteggiamento di chi si converte interiormente a Lui, ogni giorno, perché ogni giorno dice: sia fatta la tua volontà e in questo modo sperimenta il Dio che non ci abbandona mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">San Tomaso d’Acquino ha aperto tutta la sua arguta, umile e grande intelligenza a questa Parola e fedele ad essa e a quanto allargava i nostri orizzonti umani ne ha fatto dono prezioso all’umanità aiutandoci ad aprire senza misura alla fede le nostre vite e la cultura dell’umanità</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250128-LetturaVangelo.mp3" length="575184" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250128-AudioRiflessione.mp3" length="3324597" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>È la Parola di Dio che sta alla base della fede, non il buon senso</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/01/27/e-la-parola-di-dio-che-sta-alla-base-della-fede-non-il-buon-senso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=946</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,22-30 In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250127-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Marco<br>Mc 3,22-30</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».<br>Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi ma è finito.<br>Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.<br>In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».<br>Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250127-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne sentono tante di idee oggi in giro anche riguardo alla religione. Ti sembrava di avere acquisito qualche buona idea, qualche saggio comportamento legato alle tradizioni, al buon senso, ad abitudini collaudate e invece senti dire che non va più bene questo, non è più esatto quello, occorre comportarsi in maniera diversa. Ogni tanto appare un predicatore che ti sconvolge e non sai più a chi credere. Se resti abbarbicato alle tue idee passi per sorpassato, non all’altezza dei tempi moderni; se cambi e ti adatti, ti sembra di aver tradito qualcosa di grande che ti aveva permesso di vivere con onestà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era capitato qualcosa del genere alla gente che ascoltava Gesù. Si domandavano: ma questo che dice? Ci fa nascere speranza quando parla, ma non è proprio come quello che noi comunemente ci siamo imparati nelle nostre frequentazioni della sinagoga. E’ un insegnamento che esige una conversione dai nostri modi di pensare. Ma prima di cambiare dobbiamo vedere bene di che si tratta. Potrebbe essere anche il demonio che ci tenta. Ecco la prima grande accusa: Gesù è un demonio che ci porta al male. Forse perché era scomodo ascoltarlo, forse proprio perché metteva in discussione il loro modo di aver ingabbiato Dio nelle loro abitudini. E Gesù con pazienza a far capire che è troppo comodo chiamare demonio il suo invito alla conversione, è una buona scusa che non ti permetterà mai di uscire dalle tue sicurezze, dai tuoi peccati, dalle tue posizioni errate. Dire che Gesù è un demonio è una bestemmia imperdonabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capita anche a noi oggi per le nostre comodità di opporci a ogni cambiamento in meglio della nostra vita, di adagiarci sul buon senso, che è anche un buon maestro, ma non è sufficiente a offrire ragioni vere di vita. Di buon senso si può morire. Il buon senso ti dice che se non vai d’accordo in casa puoi separarti, se trovi che un’altra persona ti rende felice e invece tuo marito no, puoi tranquillamente cambiare; che se non puoi mantenere un altro figlio, puoi tranquillamente abortire; che se&nbsp; hai una buona occasione per far soldi, basta che non si veda anche se è disonesto lo puoi fare; che se hai occasione puoi sempre arrotondare, che qualche avventura sentimentale è permessa, ti muove un po’ la vita. Questo sarebbe cristianesimo? La speranza nostra è un’altra è di poter avere qualcuno che ci dà luce, convinzioni difficili da vivere, ma vere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250127-LetturaVangelo.mp3" length="1151184" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250127-AudioRiflessione.mp3" length="3101884" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Gesù si sceglie la sua squadra e mette le basi alla Chiesa</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/01/24/gesu-si-sceglie-la-sua-squadra-e-mette-le-basi-alla-chiesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=933</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,13-19 In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250124-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,13-19">Mc 3,13-19</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.<br>Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250124-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni persona che ha in mente di fare qualcosa di cui è molto convinto e che lo porta a una visione di quello che vuol fare utile, bella, necessaria, si fa una squadra, un gruppo di collaboratori che stanno ai suoi comandi o che sono aiutati a fare da corresponsabili della missione che si è dato. Lo fa chi vuole vincere un torneo sportivo, chi vuol fare una battaglia elettorale… insomma chiunque sa di voler proporre cose che potranno continuare senza di lui. Per far conoscere la sua squadra e per convincere ancora di più i suoi, sceglie un posto adatto, con significati che smuovono le persone e sono una vetrina naturale per far sapere a tutti che sta nascendo qualcosa di nuovo e di importante. Anche l’evangelista Marco comunica e intesse relazioni in luoghi che di solito fanno riferimento o al mare o a luoghi deserti, ma per fare e proporre la sua squadra, la colloca sul monte, luogo che ha avuto in sé una simbologia forte nel popolo ebreo (vedi il monte Sinai) e l’avrà anche per i seguaci di Gesù, dal monte delle beatitudini, a quello della trasfigurazione fino al calvario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene qui avviene la chiamata di ciascuno dei dodici, perché se con loro nasce un nuovo popolo la novità si innerva nella continuazione dell’antico popolo di Dio, che era distribuito in dodici tribù. Ecco allora i nomi dei scelti: Simone, che immediatamente è associato al suo nuovo nome che sarà Pietro, i due figli del tuono (epiteto forse dato loro per le successive prediche apocalittiche) : Giacomo e Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo (l’evangelista Luca lo chiamerà invece lo Zelota, cioè del partito violento contro i romani, e Giuda Iscariota (che nel nome ha scritto lettere che fanno pensare a sicario, uomo del pugnale) colui che infatti&nbsp; lo tradirà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vangelo dice che ne costituì dodici perché stessero con Lui, per mandarli a predicare e avessero il potere di scacciare i demoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena che a noi sembra di routine, perché l’abbiamo sentita tante volte, è semplice e grandiosa: è la creazione della chiesa, costituita dall’ascolto della sua parola o della sua voce e dall’avvicinarsi al monte, che rimanda nel gioco simbolico delle parole del vangelo, alla gloria della sua croce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica fondamentale è che dovranno stare con Lui: stare con Gesù sul monte vuol dire ricevere lo stesso battesimo di sangue e bere allo stesso calice, come si dirà più avanti nei vangeli. Per questo è necessaria non una banale collocazione fisica, ma una intimità profonda di spirito, che condivide con Lui tutte le scelte fondamentali e caratteristiche della sua vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda caratteristica è la missione di essere mandati a predicare. È intimamente legata allo stare. Non si può essere missionari se non si è contemplativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste due condizioni si potranno allora vincere le forze del male, scacciare i demoni, compito esplicito per gli apostoli di tutti i tempi, per un apostolato autentico e integro, di oggi pure, tempo in cui non si fa piacere a questo spirito del male, non nominandolo mai.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250124-LetturaVangelo.mp3" length="738199" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250124-AudioRiflessione.mp3" length="3939054" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Gesù dopo una notte in preghiera presenta il volto definitivo del Regno di Dio</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/01/23/gesu-dopo-una-notte-in-preghiera-presenta-il-volto-definitivo-del-regno-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Mc]]></category>
		<category><![CDATA[Mc 3]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/?p=929</guid>

					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo MarcoMc 3,7-12 In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.Allora egli disse ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250123-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Marco<br><a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mc/3/?sel=3,7-12">Mc 3,7-12</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.<br>Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.<br>Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250123-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ritirarsi dalla vita febbrile che spesso siamo costretti a fare per le numerose incombenze, per tutte le preoccupazioni, per un certo adagiarsi nel chiasso e nella confusione, è desiderio di tutti. Lo è anche per Gesù, quando nel pieno dei suoi pellegrinaggi si ritira sul monte a pregare e ritrova la forza di buttarsi nelle braccia del Padre che lo sostiene nelle sue scelte decisive per il Regno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui invece Gesù non si ritira per godersi un poco di meritata pace, nemmeno perché ha paura della morte che già i preti del tempio stanno tramando esplicitamente, ma per affrettarsi ad inscrivere nella nostra storia quotidiana il suo messaggio di salvezza completo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E intende scrivere nella sua missione alcuni passi decisivi, incamminandosi verso la meta, che sarà sempre Gerusalemme. Sarà qui che per Lui si consumerà la missione trinitaria del dono fino alla morte, non per le miserevoli trame dei sacerdoti del tempio. Gesù non sarà vittima di un inganno, di una macchinazione del Sinedrio, sarà lui che si metterà nelle loro mani sapendo di non cadere mai fuori dalle braccia del Padre. E quando si profilerà all’orizzonte la sagoma della croce e lui su di essa si staglierà tra cielo e terra nel momento della maggior debolezza di Gesù, non della sua potenza, proprio da lì nascerà la vita nuova della chiesa. La barca piccola su cui si fa portare per parlare alla gente, per non esserne schiacciato, si porta dentro l’immagine del lievito che fermenterà tutta la pasta, il sale che darà sapore a tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quante volte in quella piccola barca proveranno paura della fine, della morte, saranno sbattuti dalle onde, crederanno di essere persi, penseranno di essere stati abbandonati, ma la presenza di Gesù li aprirà sempre a una speranza che non muore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra salvezza viene dall’umiltà della carne, assunta in Gesù da Dio, e dal vangelo, che annuncia senza badare a fatiche o opposizioni. Il contenuto essenziale di tale annuncio pieno di gioia è che Dio, il Signore, è proprio l’uomo Gesù. Agostino diceva: la potenza di Dio ci ha creati e la sua debolezza ci ha ricreati. Infatti, Dio ha scelto ciò che è debole e disprezzato dal mondo e ciò che è nulla, per ridurre a nulla le cose che sono, in modo che sia solo Dio la nostra gloria. L’uomo infatti per salvarsi, deve riscattarsi dal fondo che ha toccato della sua debolezza, della sua miseria, del suo limite… deve ricuperarsi dalla morte, che rende evidente il profondo della sua verità. Infatti, ogni carne è mortale, e tutta la nostra gloria è come il fiore del campo, che appassisce presto, che, come dice il salmo: al mattino fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e dissecca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pessimismo? Visione negativa della vita? esagerazione nel creare tinte fosche? Non è proprio così la persecuzione del male ancora oggi contro tanti uomini e donne, siano essi cristiani o no, ma sempre col dono dell’umanità che Dio ha fatto a tutti? È la nostra vera condizione. Il vangelo è proprio la gioia che questa nostra umanità in questa condizione disumana ha in Gesù il suo riscatto, il suo destino di salvezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250123-LetturaVangelo.mp3" length="1018437" type="audio/mpeg" />
<enclosure url="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/01/20250123-AudioRiflessione.mp3" length="4213253" type="audio/mpeg" />

			</item>
	</channel>
</rss>
