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	<title>Lc5 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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	<title>Lc5 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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		<title>Non siamo buche nelle strade da tappare per le elezioni, ma vite da far nuove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Lc]]></category>
		<category><![CDATA[Lc5]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,33-39) In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240906-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Luca (<a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Lc/5/">Lc 5,33-39</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240906-VEN-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le nostre vite spesso si affaticano a turare le buche di ogni tipo, che ci si fanno ogni giorno, con rimedi dell’ultimo momento. Sembra alle strade di Roma, o di una qualsiasi provincia, che aspettano le prossime elezioni per un risanamento rispettabile. Ad ogni buca una botola, come in un campo dove sbucano continuamente le talpe. La fragilità è la nostra esperienza quotidiana, ma non ne usciamo se non con qualche scelta radicale. I tempi possono essere lunghi e spesso è giusto che lo siano, ma solo se c’è alla base un sogno attorno a cui far convergere tutte le nostre aspirazioni, i nostri gesti, la nostra volontà. Gesù ci dice che non possiamo pensare alla nostra vita come a un insieme di buche da tappare, ma deve essere rinnovata nel profondo. Quando dice al giovane ricco, che gli chiede come può avere una vita piena, non gli elenca le cose di cui la deve riempire, ma gli lancia quei verbi che la ritessono di nuovo: va, vendi, regala, vieni e seguimi. A Nicodemo dice candidamente che deve rinascere di nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo la vita che Dio ci ha dato è sempre un dono inesauribile, bello, affascinante, ma la dobbiamo tenere tutta in mano, nella sua complessità. Non mettere vino nuovo in otri vecchi, né vestito vecchio con dentro pezze nuove. Il nuovo non si adatta, ma lo si pone al centro di ogni vita, perché la trasformi tutta. Il Signore non ha bisogno ogni tanto di semplici prestiti, ma di un cuore che inventa, arricchisce, rigenera la sua esistenza. Del resto, la Parola di Dio non cerca mai accomodamenti, non può adattarsi, ma solo incarnarsi e l’incarnazione per Gesù è stata una vita immersa nella Trinità, completamente nuova, come è stata la creazione dell’uomo da parte di Dio Padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ci è lecito parlare di Dio alla maniera umana, la presenza di Gesù Cristo nel suo vero corpo non è stata una pezza aggiunta alla Trinità, ma una decisone di essa di mettersi a contatto degli uomini in forma assolutamente nuova e travolgente. La sua morte in croce non è stato un episodio isolato, ma la tensione di tutta la Trinità per la nostra umanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allora, se siamo fatti a immagine di Dio Trinità, la nostra conversione al vangelo non può essere adattamento, pezza incollata, botola tura buchi, ma immersione totale nella vita di Dio. Abbiamo iniziato col Battesimo e continuiamo con ogni sacramento che ci conformano attraverso lo Spirito a Cristo stesso, una vita completamente nuova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella nostra fragilità ci sembrerà di percepire tanta discontinuità, tante buche ancora, ma siamo immersi in Gesù che ci riempie di sé col suo corpo e il suo sangue e ci restituisce quella vita nuova, senza compromessi, né riserve dovute alla nostra debolezza, che è la sua morte e risurrezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sulla tua Parola, sempre e ovunque</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2024/09/05/sulla-tua-parola-sempre-e-ovunque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Lc]]></category>
		<category><![CDATA[Lc5]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5, 1-11) In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240905-LetturaVangelo-1.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio de Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Luca (<a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Lc/5/">Lc 5, 1-11</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240905-GIO-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Capita a tutti nella vita di averle tentate tutte per riuscire in una impresa, per ricucire un amore strappato, per richiamare alla saggezza un figlio, per rimettere in sesto l’azienda, per ristabilire rapporti di buon vicinato con gli inquilini, per ridare pace a una parrocchia o a un gruppo. Alla fine, non se ne può più, non riesce niente, fiato e fatica sprecati, delusione e sconforto. Il passo successivo è rassegnazione, è consapevolezza di impotenza, è scoraggiamento e in casi più gravi, in cose che ti prendono l’anima è disperazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse era questo lo stato d’animo degli apostoli alla fine di quella giornata di pesca. Erano provetti, conoscevano palmo a palmo il fondo di quel lago, ne studiavano i venti, le basse pressioni, i movimenti delle onde capaci di riportare fuori dal letargo i pesci. Ma quella notte niente. Era proprio notte anche nei loro umori. Erano amici di Gesù, Pietro il padrone delle barche, era intimo di Gesù, lo ospitava spesso a casa, si sentiva sempre riempire il cuore di gioia quando lo ascoltava. Avrebbe potuto portargli un po’ di fortuna anche nella pesca oltre che nella sua religiosità, nella sua voglia di essere uomo onesto. Invece niente. La vita era sempre dura e la fede ne stava volentieri ai margini.&nbsp; Ma Gesù è lì presente ad aiutare i suoi futuri pescatori di uomini a cambiare testa, a fidarsi di Lui, a vivere veramente di fede. “Prendete il largo, ritornate a pescare, resistete al fallimento, siate perseveranti, fidatevi di una Parola, non di una congettura o di qualche colpo di fortuna. Io non vi lascio, io sono qui a darvi la forza necessaria per lavorare per il regno. I miei apostoli non potranno essere dei calcolatori, ma dei fedeli, degli abbandonati nelle mani di Dio mio Padre”. E gettarono le reti. Sulla tua parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella Parola per Pietro era già il vangelo, era la luce degli uomini, era la forza della vita, la potenza fatta carne, era Gesù stesso. Pietro tutte le volte che si rivolgerà in seguito alla sua chiesa si porterà dentro questa forte esperienza di fiducia, questo sguardo alto, questo prendere il largo in ogni senso e darà alla chiesa gli orizzonti della contemplazione e della missione. Quando sarà al timone e si vedrà debole vecchio non temerà perché quella Parola è potente è il Dio che non lo abbandona mai. La vita è sempre questa pesca miracolosa; è frutto della Parola di Dio che ha creato l’universo, è all’origine di ogni esistenza umana. E Dio disse e la sua parola creò, fece esistere tutto, anche ogni uomo e donna. Noi crediamo che per ogni uomo o donna che nasce, da qualsiasi evoluzione venga, Dio agisce, interviene e infonde l’anima, lo caratterizza come persona umana, un salto di qualità nel creato: siamo ciascuno un pensiero di Dio, un palpito del suo cuore. La pesca miracolosa la fa Dio che tiene in vita ogni uomo e ogni donna e li accoglie nel suo Regno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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