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	<title>Gv6 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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	<title>Gv6 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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		<title>La Chiesa è la casa della preghiera e non del commercio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 04:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,13-22) Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/11/20241109-LetturaVangelo-3.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/2/?sel=2,13-22">Gv 2,13-22</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.<br>Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».<br>I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».<br>Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».&nbsp; Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.<br>Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/11/20241109-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un significato immediato che balza alla intelligenza quando si ascolta di questo gesto di Gesù, deciso, perentorio, sorprendente. Il tempio è il luogo della preghiera e non del commercio, dell’incontro con Dio e non degli affari tra di noi. Gesù vede come il rapporto con Dio viene banalmente mercificato e non può accettare che la bontà di Dio creatore, suo Padre, sia trattata così; che si baratti la sua benedizione, che si venda la sua Parola, o si mercifichi la preghiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;È un modo di abitare la casa di Dio, diremmo noi, di stare in Chiesa, che fotografa anche i nostri comportamenti. Non è difficile riconoscere che spesso il nostro amore a Dio è commerciale. Veniamo in chiesa, ci affidiamo a Dio solo se ne possiamo ottenere favori, miracoli, benefici. La parola lode, amore, onore a Dio, ringraziamento è lontana. Scambiamo i sacramenti per affari, li facciamo diventare solo facciata e non decisione di conversione, li celebriamo per farci vedere e non per guardarci dentro, scoprire il grande amore di Dio e viverlo nella vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Spendiamo una barca di soldi per il matrimonio e mascheriamo già il tradimento o lo scioglimento. Facciamo diventare la chiesa una bottega. Forse anche noi preti non siamo sempre così trasparenti e non riusciamo a farci capire, a orientare tutto alla lode di Dio, che è l’amore al prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ci sono anche altri significati più profondi che il vangelo di Giovanni permette di capire. Quel Gesù che sferza i commercianti, che si pone in gioco personalmente, infatti dice: Distruggete questo tempio, questo mio corpo e in tre giorni lo riedificherò, è Lui il nuovo tempio, la vera chiesa non fatta di muri, ma da Lui stesso.&nbsp; Gesù caccia non solo i venditori, ma anche buoi, pecore e colombe perché ormai non c’è più sacrificio di animali che tenga, che possa purificare la vita degli uomini, ma è solo la sua morte in croce, Lui è la vittima vera, che nessuno deve o può comperare, è il suo amore che rende possibile agli uomini alzare gli occhi al cielo e ottenere misericordia. È solo Gesù, e non le nostre offerte, che aprono al perdono e alla salvezza della nostra vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E siccome tutti siamo abitati dallo Spirito Santo fa diventare le nostre vite le fa diventare immagine di Cristo, quindi il vero nuovo tempio, la sua vera chiesa, il luogo delle meraviglie e della bontà di Dio. Abbiamo ciascuno il corpo che Dio ci ha dato, ma la sua bellezza è invisibile agli occhi, è grande nella dignità e nel valore. Il nostro corpo non è solo e soprattutto da truccare, ma da far diventare spazio di amore a Dio e tra di noi. Non è una merce da mettere in vendita come spesso accade e nemmeno da comperare e mercificare nel lavoro e nel vizio, ma è la casa di Dio, il trono della sua gloria, la sede della sua bontà e verità.</p>
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		<title>La vita vera non tramonterà mai</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2024/11/02/la-vita-vera-non-tramontera-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv6]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,37-40) In quel tempo, Gesù disse alla folla:«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.E questa è la [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/10/20241102-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/6/?sel=6,37-40">Gv 6,37-40</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù disse alla folla:<br>«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.<br>E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell&#8217;ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell&#8217;ultimo giorno».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/10/20241102-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono parole che nella nostra esperienza facciamo fatica a capire, come infinito, eterno, sempre, mai, illimitato, perpetuo, perenne. Le usiamo per dire alcune esagerazioni o alcune esigenze che stanno nella nostra vita. Vogliamo amore eterno, possibilità senza limiti, promettiamo per sempre, diciamo che non ci dimenticheremo mai. Soprattutto se si pensa al tempo ci perdiamo nei significati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù usa uno di questi termini con grande enfasi: eterno. Promette a chi gliela domanda la vita eterna, chi crede in lui avrà la vita eterna. Eterno significa pieno, senza limiti, oltre ogni tempo, senza fine. È possibile per noi pensare qualcosa che non finisce mai, che continua per sempre. Nella nostra vita facciamo esperienza di realtà che hanno tutte una vita breve, tutte le cose che vediamo sono limitate, di infinito ci sono forse dei pensieri ricorrenti. Tutto è caduco, tutto è finito: Sempre e mai non fanno parte della nostra esistenza o per lo meno sono riferite al tempo della nostra vita che non ha niente di illimitato, di eterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece Gesù ci dice che chi crede in Lui ha la vita eterna, la pienezza, l’infinito, la perennità. C’è una vita che è stata guadagnata a noi dalla sua croce che avrà il massimo di felicità e che non tramonterà mai. Questa vita noi pensiamo di ogni defunto, questo andiamo a chiedere in questi giorni sulle tombe dei nostri cari. Lui solo è capace di donarcela, di farcela vivere, di renderci degni di goderla. È la sua vocazione, è il compito che Dio Padre gli ha affidato: La sua volontà, da sempre stabilita sul mondo, è che non perda nulla di quanto egli mi ha dato. Dio è Padre e se ama, ama per sempre. C’è una vocazione per ogni uomo, un DNA che non tramonta e che caratterizza la vita: essere per sempre nella sua felicità. Sono pensieri che ci danno le vertigini, perché vanno al di là di ogni esperienza, ci inondano di stupore e ci immergono in una vita che non è quella che sperimentiamo, ma sicuramente quella che desideriamo e sogniamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Gesù è incaricato solennemente da Dio Padre di non perdere nessuno di noi. Capiamo allora ancora di più quella sua decisione irrevocabile e sofferta di prendere la croce: Voleva bucare il cielo e farci tutti salire ad abitarlo per sempre.</p>
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		<title>Tu sei la pienezza di Dio e stiamo sempre con te.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,60-69) In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/6/?sel=6,60-69" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gv 6,60-69</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».<br>Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».<br>Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».<br>Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. <br>Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240825-DOM-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci capita molte volte di sentirci chiamati dentro avventure più grandi di noi, di misurarci le forze per vedere se riusciamo ad affrontare la sfida; spesso è uno sport, molte altre volte invece è la vita, la famiglia, la casa, il lavoro. Spesso è un ideale che ci viene proposto da chi ha grandi mete, grandi sogni e vede in noi la possibilità di una risposta generosa e vera. Ricordo san Giovanni Paolo II quando incontrava i giovani; li sapeva spingere a ideali alti, a imprese impossibili e a tu per tu li incoraggiava. Molti hanno fatto cose grandi nella loro vita, per la chiesa, per i poveri dietro la sua spinta.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aveva imparato questo da Gesù che proponeva ai suoi discepoli cose grandi, oltre ogni possibilità umana, ma molta gente lo abbandonava: “molti si tirarono indietro e non andavano più con Lui”, dice il vangelo. Era stata fatta loro la proposta dell’Eucaristia, del nutrirsi del suo corpo e del suo sangue. Inaudito, impossibile, troppo arduo da capire. E Gesù che vuole sempre il massimo di libertà quando fa le sue proposte, lui che non costringe nessuno nemmeno con i segni prodigiosi di cui è capace, dice con molta franchezza ai suoi discepoli: volete andarvene anche voi? Volete ritirarvi? Sentite che non ce la fate? Vi cedono le forze? non riuscite a fidarvi di me? Avete in cuore l’idea che io vi abbandoni, che vi lasci soli, volete riprendervi la vostra routine? Non ve la sentite di osare tanto?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tentazione di girare i tacchi è forte. Il giovane cui aveva indicato la strada della vita piena lo aveva lasciato, Giuda lo abbandonerà tradendolo; qualcuno che gli dice sì, ma poi se ne va lo ha incontrato, molti al momento giusto sono fuggiti. La debolezza va messa in conto, ma non è questa che spaventa Gesù, sopperirà Lui, Lui sarà sempre pronto a raccogliere la fragilità per cambiarla in cammino di ripresa. Infatti, Pietro che ha capito che nella sua vita l’unico che gliela può riempire è Gesù, dice con ingenuità: Signore che credi? Che noi abbiamo alternative alla tua pienezza, alla gioia che ci doni, alla pienezza di vita che ci hai fatto balenare davanti agli occhi? Tu hai parole di vita piena, oltre ogni limite, una parola che ci riempie il cuore di gioia oltre ogni misura. Tu sei la pienezza di Dio, la santità di Dio, il cielo della nostra aspirazione quotidiana e stiamo sempre con te. Papa Giovanni Paolo II nel 2000 nel colmo del trionfo della GMG da 2 milioni di giovani ebbe il coraggio, ma per Lui non si poteva pensare diversamente, di non blandire questa massa di giovani decisi e disse loro con forza per avere una risposta positiva sull’Eucarestia, Volete andarvene anche voi? Senza Eucarestia non c’è vita cristiana.&nbsp;</p>
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		<title>Carne e sangue: una sfida.</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2024/08/18/carne-e-sangue-una-sfida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv6]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58) In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/6/?sel=6,51-58" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gv 6,51-58</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».<br>Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».<br>Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.<br>Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.<br>Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240818-DOM-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo fatica, noi uomini del terzo millennio a credere che ci sia qualcosa che va oltre le leggi della natura. Noi calcoliamo tutto, misuriamo ogni cosa sappiamo dire tutte le cause, sappiamo prevedere tutti gli effetti, anche se non sappiamo ancora dominare la natura, non conosciamo fino in fondo la stessa nostra umanità, il nostro stesso corpo. Gesù è Figlio di Dio, è con il Padre creatore del cielo e della terra. Lui è il centro dell’universo e pone il mondo al servizio del suo piano d’amore. Le leggi della natura sono per Lui al servizio del grande messaggio di amore di Dio per l’uomo. Per questo ha moltiplicato i pani, per questo un giorno offre all’uomo una proposta sconvolgente: si offre come cibo per la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita piena. Non si può parlare di vita senza parlare del rapporto con Dio vissuto attraverso Gesù e non si può parlare di vita se non in un contesto di dono, il dono fino alla morte che viene sempre rivissuto, offerto, partecipato nel rito, gesto, esperienza del pane spezzato e del sangue versato, nella esperienza della Messa. I cristiani sono abituati a questo linguaggio, fa parte di ogni iniziazione cristiana. Chi non ricorda la prima comunione, l’entusiasmo che ci abbiamo messo nella preparazione, il candore dell’animo con cui facevamo domande e trovavamo piccole risposte vere per noi e capaci di rendere quel primo incontro una vera esperienza di vita?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi forse che per molti il ricordo si è sbiadito torna quella giusta domanda che hanno anche gli ascoltatori di Gesù. Come può costui darci da mangiare la sua carne? Ma che è questo concentrarsi di tanta gente attorno a un pezzo di pane e a un calice di vino? Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiamo in abbondanza. Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita piena. Su queste tre piccole frasi si sviluppa la fede e la vita del cristiano.&nbsp; Da questo segno è interrogato ogni uomo che cerca vita piena.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù spiega ai suoi apostoli la preziosità del dono del suo corpo e del suo sangue che sta offrendo con l’Eucaristia. Il discorso è duro da capire, difficile da immaginare, è provocatorio. Dire a un ebreo che occorre bere il suo sangue è blasfemo, va contro tutte le norme del suo vivere. Ma sangue è sinonimo di morte, è riferimento alla sua crocifissione, è necessità di confrontarsi con il suo dono fino all’ultima goccia. Il discorso è duro, ma su questo Gesù non transige. È pronto a restare solo. L’Eucaristia è una esperienza necessaria per la vita del cristiano, sia come rapporto con Dio, sia come modo di impostare la propria vita, sia cioè come modo di comunicare con il Signore, sia come modo di incarnare il suo messaggio. Dirà più tardi ai suoi discepoli che rimanevano esterrefatti come la gente che lo ascoltava: volete andarvene anche voi?&nbsp; Qui occorre fare quel salto di qualità che spesso vi chiedo. E s. Giovanni Paolo II 25 anni fa, faceva questa domanda provocatoria a 2 milioni di giovani alla GMG di Roma del 2000.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando non sai che strada prendere nella vita: io sono con te; quando hai bisogno di ritrovare senso e gusto nel vivere, io sono con te; quando cerchi la vera speranza della vita, io te la posso far incontrare nel mio essere pane per te, perché speranza vera nasce quando uno si dona all’altro per amore fino in fondo.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Questo pane è il sapore della vita.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv6]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,41-51) In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».Gesù [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/6/?sel=6,41-51" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gv 6,41-51</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».<br>Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.<br>Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.<br>Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240811-DOM-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In tempi di grande confusione come sono i nostri non è raro farsi domande del tipo: chi è che ha ragione di tutti questi che ci imboniscono? I politici, le televisioni, i talk show, i nostri vecchi saggi, i rivoluzionari? La religione è ancora una prospettiva da seguire o è ormai da lasciare all’angolo, perché siamo autosufficienti? Dove sta il segreto per avere una vita vera, non succube delle strane teorie che ogni tanto qualcuno vende per definitive? È possibile trovare pienezza di vita o dobbiamo accontentarci sempre di ritagli, di piccoli adattamenti?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vangelo non ha dubbi. La vita piena, bella, felice, completa, degna di essere vissuta, determinante, definitiva ce l’ha solo chi crede, chi si affida, chi mette la sua vita nelle braccia di Dio, di chi ha colto in Dio la direzione del suo percorso e lo continua a seguire, a cercare, a percorrere. Per essere felici occorre avere una fede, noi cristiani diciamo occorre avere la fede nel Dio di Gesù Cristo. Purtroppo, molti dicono che la fede provoca fanatismi e intolleranze, è meglio starsene tranquilli, senza esporsi, facendosi i fatti propri. La felicità, quindi, starebbe nel lasciarsi fare la vita dai più furbi, mettersi in balia di chi ha la capacità di farci ragionare come lui vuole, perché è potente, è persuasivo, ha tutte le immagini possibili di felicità da propinarci per svariate ore ogni giorno.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A parte che è sempre meglio qualche litigio che la pace del cimitero; è altrettanto vero però che l’uomo ha una sete di vita che non può passare con l’adattamento; l’uomo è un vulcano di energie, di amore, di intelligenza, di forza e deve trovare direzioni verso cui esprimerle.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La direzione che il vangelo ci dice è quella della fede e per prendere questa direzione Dio si pone nella vita come il pane, il nutrimento di base, la solida possibilità di crescere nella prospettiva di Lui. Questo pane è il sapore della vita, il sapore è Lui; è la forza della vita e la forza è Lui. Dice Gesù: Io sono il pane della vita, io sono a disposizione per ogni vostra fame, io sono la forza di quel Dio che non vi abbandona mai.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La vita ha bisogno di un pane che è Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv6]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 24-35) In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».Gesù rispose loro: [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni (<a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/6/?sel=6,24-35" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gv 6, 24-35</a>)</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240804-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Lettura del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».<br>Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».<br>Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».<br>Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».<br>Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2024/08/20240804-DOM-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fame e sete sono bisogni che assillano ancora molta parte dell’umanità. Fame e sete di pane, di nutrimento, di acqua, degli elementi fondamentali della vita umana dividono ancora l’umanità in ricchi e poveri, in affamati e sazi, in denutriti e obesi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Parole come pane e acqua in alcuni nostri contesti non dicono niente, in altri sono l’assillo quotidiano. Il bisogno di pane e di acqua, la fame e la sete non sono solo di un momento, ma tornano sempre finché viviamo, ci accompagnano per tutta la vita, sono segno di salute, di voglia di vivere.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù parte da questa esperienza determinante per aprire l’uomo a una prospettiva più ampia della sua esistenza. C’è una fame e una sete che non passa col cibo e con l’acqua; ci sono dei bisogni profondi che non si possono esaudire con cibo e bevanda, c’è una sorgente di acqua zampillante che è fatta per un’altra sete, un pane che è fatto per un’altra fame. È la sete di felicità, è la fame di amore.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questi bisogni occorre un altro pane, un’altra acqua. Aveva provato quella donna al pozzo in Samaria a dialogare con Gesù di acqua, di pani, ma Gesù subito la smaschera. Non ti nascondere dietro questi bisogni, tu hai un’altra sete più profonda dentro. Abbi il coraggio di guardarti nella coscienza e di leggere che hai una vita da alimentare con lo Spirito.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù si pone davanti agli uomini come il pane della vita, il sostegno vero, il nutrimento necessario, normale, quotidiano; vai cercando felicità ovunque, perché non la cerchi nella mia vita, nella mia Parola? Perché non ti decentri dal tuo continuo guardarti addosso e non alzi lo sguardo a me per aprirti alla bellezza di Dio, alla pienezza della felicità?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù risorto si presenta al mondo proprio così: il pane della vita, il sapore dei nostri giorni, il nutrimento della nostra fame di verità, di gioia, di amore. Non solo, ma si rende presente in questo pane e ogni chiesa è la casa, la custodia del pane della vita, di quel Dio che non ci abbandona mai.&nbsp;</p>
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