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	<title>Gv 21 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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	<title>Gv 21 &#8211; Riflessione quotidiana sul Vangelo del giorno</title>
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		<title>La chiesa si costruisce nella dedizione degli apostoli e nella collaborazione della comunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,20-25 In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/05/20260523-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,20-25">Gv 21,20-25</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».<br>Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/05/20260523-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ancor un’altra volta, il discepolo che il Signore amava entra in scena assieme a san Pietro. Ogni volta che questo avviene si osserva come una coalizione di autorità, non perché si discuta su quella di Pietro, ma perché una volta che questa sia ritenuta indiscutibile, essa serve a rafforzare quella del discepolo che Gesù amava, dando l’idea che quella di Giovanni era paragonabile a quella di Pietro…Questi calcoli tendevano a mettere in rilievo l’autorità del quarto evangelo, che direttamente o indirettamente risale a Giovanni. Gesù aveva predetto il martirio di Pietro. I martiri erano tenuti al massimo onore quando fu scritto il quarto vangelo: la morte del martire era considerata come il mezzo più nobile per glorificare Dio. In questa specie di competizione tra Pietro e Giovanni Gesù non aveva predetto nulla riguardo all’altro discepolo Giovanni. I primi cristiani erano convinti che la fine del mondo fosse imminente e che Giovanni sarebbe stato in vita fino a vivere questo momento definitivo. Invece &nbsp;era morto anche Giovanni. Questa morte sconcertò molta gente E prima della sua morte Giovanni&nbsp; sentì il bisogno di chiarire la sentenza ambigua di Cristo. E’ fuori dubbio che l’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni fu aggiunto al vangelo ormai terminato per correggere questa errata interpretazione. Dietro il quarto evangelo, per sostenerlo con la sua autorità, vi è il discepolo che Gesù amava. <em>E noi</em> sappiamo che la sua testimonianza è vera. Questo <strong>noi </strong>è la stessa comunità cristiana che si formò attorno alla parola del discepolo che Gesù amava. Tale comunità attesta, assicura che il vangelo poggia su questo discepolo. Da studi molto raffinati emerge che il tutto lo scrisse la comunità che si era formata intorno alla persona di Giovanni, il figlio di Zebedeo testimone diretto e immediato e questo bastava perché il vangelo fosse accettato. Senza il suo nome non avrebbe avuto una garanzia sufficiente. Queste osservazioni scritturistiche forse non ci danno quel sostegno di vita cristiana che ci aspettiamo, ma le notizie riportate danno forza di ispirazione divina a tutto il quarto vangelo. E’ sempre Gesù che si cura di avviare la vita della chiesa entro la solidità delle sacre scritture sempre ispirate da Dio.</p>
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		<title>Domande dirette e imbarazzanti di Gesù</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/05/22/domande-dirette-e-imbarazzanti-di-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,15-19 In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».Gli disse di nuovo, per la seconda [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/05/20260522-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,15-19">Gv 21,15-19</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».<br>Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».<br>Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse &#8220;Mi vuoi bene?&#8221;, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».<br>Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/05/20260522-Audioriflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E’ imbarazzante quando ti senti fare delle domande dirette da chi ti vuole bene e che sembra mettano in dubbio tutta l’esperienza di accordo, di collaborazione, di condivisione che ha caratterizzato la consuetudine con lui o con lei. Sembra che si sia insinuata la sfiducia e non riesci a sopportare che lui o lei pensi di te così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro mi ami? Chiede Gesù a Simon Pietro. Come? è una vita che sono qui. Ho lasciato tutto per seguirti. Conosci le mie impennate di leggerezza, hai visto le mie debolezze nel seguirti, hai fotografato con chiarezza anche alla mia vita tutto l’entusiasmo con cui inizio e le infedeltà che poi si introducono per la mia debolezza. Ma non puoi pensare che io abbia altro che te da mettere al centro della mia vita. E Gesù di rincalzo: Pietro mi ami? Sei proprio convinto che al centro del tuo rapporto con me ci sono io e non le cose mie, c’è il mio amore che mi è costato la croce e non la tua convenienza che a questo punto della vita devi adattarti a vivere in questo gruppo di discepoli in cui ti trovi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ti fanno queste domande veramente di metti a nudo, sei costretto a guardarti dentro; non solo ti accorgi che non puoi nascondere niente e le tue piccole e grosse bugie ti fanno diventare rosso e ti stanano da ogni egoismo, ma ti domandi pure più in profondità che senso ha tutto quello che vivi con la persona che ti vuole bene, vai a scandagliare in ogni atteggiamento se sei all’altezza della fiducia finora goduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro si arrende. Mi sono guardato dentro, ho trovato le mie debolezze, ma anche la mia retta intenzione, la mia scelta definitiva. Signore tu sai quello che sono: nascondermi a te è come oscurare il sole con le dita. E Gesù gli affida la Chiesa, quella barca che dovrà salpare tutti i mari della terra, dovrà affrontare tutte le tempeste della storia, tutte le persecuzioni e i tradimenti. Gesù si fida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Pietro ha affidato la continuità della presenza della sua parola nella storia, a ciascuno di noi affida la missione di farlo conoscere, di farlo diventare per tutti forza di amore. A ogni cristiano affida un messaggio di speranza per il mondo. Ne siamo coscienti? Se si, ne possiamo diventare portatori.</p>
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		<title>Gli apostoli si rimettono assieme</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2026/04/10/gli-apostoli-si-rimettono-assieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,1-14 In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/04/20260410-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Lettura del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><audio preload="none"></audio>Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,1-14">Gv 21,1-14</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.<br>Quando già era l&#8217;alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.<br>Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po&#8217; del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2026/04/20260410-AudioRiflessione-1.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La piccola comunità degli apostoli ha ripreso la sua vita, ma si porta dentro una verità che prima o poi dovrà esplodere. La gente li ritiene i poveri illusi che hanno avuto un po’ di notorietà al tempo di quel Gesù che è finito male. Loro dicono per consolarsi che è risorto, ma sono tutte illusioni. Intanto sono saggi. Se si sono lasciati montare la testa ieri, oggi almeno sono tornati a pescare e hanno la concretezza di non vivere di miracoli “in quella notte non presero nulla”. Sono tornati alla durezza della vita. Ma la compagnia è di gente con dentro una certezza: Lui è risorto. Se lo dice Pietro, se lo dice Tommaso che è con Lui. Ha tergiversato, si è ostinato ma non ha potuto non credere. Quel “mio Signore e mio Dio” gli ha riempito la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è Natanaele un giovane schietto: ha sempre detto pane al pane, vino al vino. Si è lasciato affascinare da Gesù. C’è Giovanni il giovane entusiasta intuitivo, con l’occhio limpido e il cuore sgombro. E’ lui che riconosce laggiù sulla riva Gesù. “E’ il Signore” dice a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere questa capacità di vedere nella vita il Signore è compito di ogni cristiano, riuscire ad andare oltre i fatti, oltre le nebbie del nostro egoismo, essere capaci di andare al cuore della vita per incontrarne il Signore è frutto di pazienti avvistamenti fatti di ascolto della Sua Parola, di preghiera soprattutto di amore. Giovanni era giovane e innamorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’amore ti pulisce la vista. Giovanni lo vede e Pietro si butta a nuoto per andargli incontro. Stavolta è Pietro che precede Giovanni non è come la sera di Pasqua che Giovanni l’aveva battuto nella corsa al sepolcro. Stavolta è Pietro che raggiunge Gesù. Il suo nuotare nel mare è simbolo del nostro andare verso Gesù.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E’ una concentrazione di energia, di sguardo verso la meta, di coordinamento dei movimenti, di sforzo costante, di desiderio di arrivare. Gesù lo si raggiunge così, non a caso. E’ lui che si offre, ma sei tu che lo devi desiderare. E ricordiamoci che il luogo più frequente in cui lo incontriamo è sempre il prossimo, il povero, chi è di nessuno, la tua coscienza, la croce. Il prossimo non è un elenco di persone, ma sei tu che ti devi fare prossimo a chi la vita ti presenta. In questi mesi ci siamo fatti tante domande: dove è Dio se siamo così tribolati? Che devo fare? Chi devo essere per le persone che non posso incontrare nemmeno più? Siamo rientrati in noi stessi, ci siamo ripresi in mano la vita, ma non è sufficiente, la nostra solitudine diventa luce e capace di futuro se siamo capaci di convertirci.</p>
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		<title>Seguimi, stai dietro a me, non perderti nelle tue debolezze</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/06/07/seguimi-stai-dietro-a-me-non-perderti-nelle-tue-debolezze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,20-25 In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/06/20250607-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,20-25">Gv 21,20-25</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».<br>Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/06/20250607-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C’è sempre nella vita un qualche commiato che dobbiamo prenderci o dagli amici, o dalla famiglia, comunque sempre da una consuetudine cui ci eravamo abituati e da cui spesso ci siamo sentiti fasciati: è una partenza per scelte definitive di vita come il matrimonio o una vocazione di consacrazione, oppure è una scelta che credi momentanea come quella degli studi e che poi si cambierà in definitiva, è una decisione che ci porta a&nbsp; cambiare luoghi e spazi di condivisione. Tutti abbiamo alle spalle un passato, un arrivederci che si cambia in addio senza ritorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù conclude la sua vita terrena e chiama a sé Pietro per caricarlo della responsabilità della chiesa. Gli affida agnelli e pecore, gli domanda di pascerle e governarle, come ha fatto lui, il buon pastore. E dopo domande scottanti gli dice un perentorio seguimi, stai dietro a me, vienimi appresso, non ti staccare da me, non perderti ancora nelle tue debolezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza c’è Giovanni, il discepolo più giovane. Ormai tra lui e Pietro si è stabilita una forte condivisione di tutto. Dalla morte di Gesù in poi sono sempre assieme. Assieme corrono al sepolcro, assieme vedono la tomba vuota e credono, assieme sono sulla barca e scorgono Gesù, assieme ora si accomiatano da Gesù.&nbsp; Giovanni a distanza è presente all’investitura del futuro papa e Pietro si preoccupa di lui. Signore, e lui?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lui seguirà Gesù, ma ora le strade si dividono, come sempre nella vita. Ciascuno ha una sua vocazione, un suo compito. Ciascuno nel piano di Dio è scelto a vivere in pienezza la sua vita, ha un suo tracciato, ha la sua responsabilità di risposta. Ciascuno di noi deve essere consapevole che è lui in prima persona che deve decidere e dire il suo sì. Molti ti possono aiutare, ti mettono a disposizione&nbsp; la loro amicizia, ma tocca a te deciderti, e rispondere personalmente alla chiamata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro arriverà a Roma e qui morirà martire, Giovanni vivrà più a lungo, avrà una sua missione, racconterà a tutti del suo amatissimo Gesù col suo quarto vangelo e ci permetterà di scandagliare nel suo cuore, di avere la certezza che il cielo sopra di noi non è vuoto, ma pieno della sua presenza. Si impegnerà anche nella profezia dell’Apocalisse aiutando le prime comunità cristiane a non disperare mai, ad avere davanti sempre la gloria del Signore e la sua presenza garantita.</p>
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		<title>Le domande imbarazzanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,15-19 In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».Gli disse di nuovo, per la seconda [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/06/20250606-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,15-19">Gv 21,15-19</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».<br>Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».<br>Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse &#8220;Mi vuoi bene?&#8221;, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».<br>Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/06/20250606-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E’ imbarazzante quando ti senti fare delle domande dirette da chi ti vuole bene e che sembra mettano in dubbio tutta l’esperienza di accordo, di collaborazione, di condivisione che ha caratterizzato la consuetudine con lui o con lei. Sembra che si sia insinuata la sfiducia e non riesci a sopportare che lui o lei pensi di te così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro mi ami? Chiede Gesù a Simon Pietro. Come? è una vita che sono qui. Ho lasciato tutto per seguirti. Conosci le mie impennate di leggerezza, hai visto le mie debolezze nel seguirti, hai fotografato con chiarezza anche alla mia vita tutto l’entusiasmo con cui inizio e le infedeltà che poi si introducono per la mia debolezza. Ma non puoi pensare che io abbia altro che te da mettere al centro della mia vita. E Gesù di rincalzo: Pietro mi ami? Sei proprio convinto che al centro del tuo rapporto con me ci sono io e non le cose mie, c’è il mio amore che mi è costato la croce e non la tua convenienza che a questo punto della vita devi adattarti a vivere in questo gruppo di discepoli in cui trovi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ti fanno queste domande veramente di metti a nudo, sei costretto a guardarti dentro; non solo ti accorgi che non puoi nascondere niente e le tue piccole e grosse bugie ti fanno diventare rosso e ti stanano da ogni egoismo, ma ti domandi pure più in profondità che senso ha tutto quello che vivi con la persona che ti vuole bene, vai a scandagliare in ogni atteggiamento se sei all’altezza della fiducia finora goduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro si arrende. Mi sono guardato dentro, ho trovato le mie debolezze, ma anche la mia retta intenzione, la mia scelta definitiva. Signore tu sai quello che sono: nascondermi a te è come oscurare il sole con le dita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Gesù gli affida la Chiesa, quella barca che dovrà salpare tutti i mari della terra, dovrà affrontare tutte le tempeste della storia, tutte le persecuzioni e i tradimenti. Gesù si fida. Questo affidamento l’ha fatto anche a papa Leone XIV, che ha accettato con grande semplicità, consapevolezza e fiducia. In questo noi tutti lo sosteniamo con la preghiera, la docilità e l’obbedienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Pietro ha affidato la continuità della presenza della sua parola nella storia, a ciascuno di noi affida la missione di farlo conoscere, di farlo diventare per tutti forza di amore. A ogni cristiano affida un messaggio di speranza per il mondo. Ne siamo coscienti? Se si ne possiamo diventare portatori.</p>
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		<title>Erano tornati alle loro mansioni quotidiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,1-19 In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/05/20250504-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,1-19">Gv 21,1-19</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.<br>Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.<br>Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.<br>Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/05/20250504-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quel mattino erano ancora in preda allo sconforto, come capita tante volte a noi quando al risveglio di una nuova giornata si srotola nella nostra mente tutto il dolore di un fallimento, di un lutto, di un peso che abbiamo sulla coscienza. Io l’ho tradito dopo che me ne ero fatto garante per tutti, è il macigno che grava sulla coscienza di Pietro. Io l’ho visto fino all’ultima goccia di sangue, mi voleva bene, ma mi ha lasciato solo e disperato, pensava Giovanni, il giovane innamorato perso che aveva trovato in Gesù la freschezza di una vita bella. Quel mattino avevano corso e dentro quella tomba nuova, non davanti a una fossa comune, dentro quel sepolcro in cui avevano deposto in fretta, ma con tutta la cura possibile quel corpo martoriato, videro e di Giovanni si dice che credette. Hanno sperimentato con gli occhi e hanno aperto la mente alla Risurrezione, a quella tomba vuota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sono in barca al lavoro. Erano tornati alle loro mansioni quotidiane. Si doveva pur continuare a mangiare, ancora non si era fatta in loro chiara la decisione di percorrere tutte le strade del mondo per andare a dire a tutti che la morte è vinta, che Gesù, l’uomo di Nazaret è Dio, che la nostra vita è chiamata a un salto di qualità. E torna Gesù su questa quotidianità. Lo scopre Giovanni; sono solo gli occhi dell’amore che ci fanno vedere Gesù. Certo ci servono i ragionamenti, ha un suo spazio importante l’intelligenza, la consuetudine con la sua Parola, l’essere partecipi di una comunità che lo segue, ma Gesù lo vede solo un cuore che ama. E’ Giovanni che esclama. E’ il Signore. E Pietro stavolta si butta in mare per raggiungerlo, concentra le sue forze, i suoi muscoli, la sua tensione, punta il suo corpo come quando si scocca una freccia dall’arco e raggiunge Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è spazio per recriminazioni, per scuse, per discorsi di circostanza: Gesù va al centro della vita e gli fa la domanda che oggi fa anche a noi: Mi vuoi bene, mi metti al centro della tua vita, sono per te uno&nbsp; qualunque o sono il punto di arrivo della tua umanità? Mi dedichi la vita? Hai per me uno sguardo esclusivo? Mi vuoi bene? Sentirsi ripetere tre volte questa domanda, sentirtela risuonare nel cuore ogni giorno è la gioia e il timore della mia vita e quello che tutti vorremmo sentirci dire. Pietro sa di avere sulla coscienza il tradimento, ma non può non farsi accogliere dall’amore di Gesù che è più grande di ogni nostro errore.&nbsp; Mette via ogni falso pudore e si affida. Come mi affido io oggi, come vorrei che tutti ci affidassimo. E Lui, Gesù si porta dietro tutte le persone che ha salvato e gliele affida. Pasci, nutri, dà la vita, séguili, confortali, accoglili, amali come li amo io.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nome di questo comando anche oggi chi annuncia il vangelo dice l’amore infinito di Gesù per tutti, la sua parola, la sua forza, la sua tenerezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ha nessun altro scopo che ridirci il grande amore di Gesù per l’umanità e di supplicarci di farlo diventare il centro della nostra vita. Fissiamo lo sguardo su di lui, Lui è la salvezza, Lui è la felicità, Lui è la nostra speranza, Gesù, il Figlio di Dio e di Maria è l’unica persona per cui valga la pena di vivere. Come diceva Giovanni Paolo II ai giovani a Tor Vergata nell’anno 2000: “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E&#8217; Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo Gesù oggi lo si incontra e se ne accoglie la Parola e la salvezza nella Chiesa. <em>Amiamo senza condizioni la chiesa</em>, come la strada unica</p>
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		<title>Per una vita da testimoni del risorto</title>
		<link>https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/2025/04/25/per-una-vita-da-testimoni-del-risorto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mons. Domenico Sigalini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Omelie]]></category>
		<category><![CDATA[Gv]]></category>
		<category><![CDATA[Gv 21]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo GiovanniGv 21,1-14 In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/04/20250425-LetturaVangelo.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio del Vangelo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Vangelo secondo Giovanni<br><a href="http://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Gv/21/?sel=21,1-14">Gv 21,1-14</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.<br>Quando già era l&#8217;alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.<br>Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po&#8217; del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.</p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://meditazioniquotidiane.centroorientamentopastorale.it/wp-content/uploads/2025/04/20250425-AudioRiflessione.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Audio della riflessione</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le esperienze più belle che hanno caratterizzato la nostra vita ci hanno riempito di motivi, di voglia di vivere, di progetti, di nuovi modi di pensare e di impostare l’esistenza. Dopo la tremenda esperienza della sua morte crudele gli apostoli erano tutti intenti a reimpostare la loro vita; non potevano certo tornare a vivere come prima, non potevano lasciarsi trafiggere da colpevolizzazioni nei confronti del come avevano lasciato solo Gesù o non lo avevano capito, dalla fine così dolorosa e destabilizzante ogni loro pur semplice progetto. Quelle barche, quel lago, quel mestiere di pescatori era stato quasi abbandonato almeno nei loro progetti futuri, ma lo potevano cambiare subito per poter sopravvivere proprio senza l’ideale di vivere con lui. Forse l’esperienza della risurrezione ancora non l’avevano colta come decisiva, assolutamente necessaria e totalizzante ogni loro visione di futuro</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ quasi talmente assente dalla loro vita un futuro con Gesù che nemmeno lo riconoscono, quando chiede loro del pane. Non hanno tempo di ritenerlo un accattone, perché Giovanni e Pietro rifanno a nuoto la corsa che già avevano fatto quando lo speravano di trovare vivo o almeno morto nel sepolcro, avendolo riconosciuto ancora prima Giovanni e poi anche Pietro. Il Risorto è il loro futuro, &nbsp;ma non fa ancora parte dei loro anche piccoli progetti. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riorganizzare le loro esistenze non è stato facile, ma quella puntuale presenza di Gesù, a far capire che non erano stati lasciati soli, ha cominciato a prendere posto nel loro cuore e nella loro fede. Si fermò con loro ad aiutarli a mangiare. Mancava loro ancora una persona che potesse fare da riferimento, da spinta, da esempio di capacità di andare avanti senza farsi pesare anche un passato di fragilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa che avrebbero costituito a prezzo del sangue non solo di Gesù, ma anche di quasi tutti loro, aveva bisogno di una roccia su cui fondarsi e la roccia Gesù la individuerà subito nella persona di Pietro, che presenterà a tutti, dopo quelle tre domande impegnative (Pietro mi ami?) che sarebbero &nbsp;risuonate per sempre nelle loro vite di testimoni fino al sangue</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la Chiesa celebra anche la festa di san Marco l’evangelista e ci uniamo a lui per farci aiutare a seguire sempre più convinti il Risorto.</p>
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