SS. Trinità, famiglia divina Padre, Figlio e Spirito Santo

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salva per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Audio della riflessione

Che cos’è quella insopprimibile spinta che sentiamo a incontrare gli altri? Perché con tutta la confusione e il frastuono che ci circonda non riusciamo a star chiusi nei nostri comodi loculi, dove ci monta una nostalgia di dialogo, di serenità di solidarietà? Stereo, parabolica, internet, e-mail, fax, che già sono tutti strumenti di comunicazione con l’altro, non ci bastano.

 Sentiamo un bisogno viscerale di contatto, di relazione di stare con qualcuno. Abbiamo bisogno degli altri per vivere, per crescere, per essere. Gli altri sono per noi necessari come l’aria che respiriamo. Il nostro cuore non può essere riempito da un bel quadro, da un gatto o da un cane o da un coniglietto che ci portiamo appassionatamente anche in aereo in apposite gabbiette, con tutte le tutele della legge. Sono tutti dei placebo.

Il cuore vuole in maniera insopprimibile un’altra persona come noi, da guardare da toccare, da incontrare, da amare. E la gioia comincia a dischiudersi solo quando stiamo con lui, con lei, con loro. Le immagini, le fiction, le televisioni sono solo simulazioni, strumenti, rimandi.

È una constatazione molto semplice pure banale, anche se dà ragione della causa di tanta infelicità di bambini che non vedono mai i genitori, di giovani, che sono senza amici, di anziani che possono solo ascoltare una radio, di uomini e donne mature che si incrociano senza incontrarsi. Se alziamo lo sguardo a Dio questa nostra sete di relazione assume una sorprendente profondità. Noi siamo fatti a immagine di Dio, e Dio è una comunità di amore. Siamo fatti per dialogare, incontrarci amare perché Dio è Trinità. Il Dio dei cristiani non teme politeismi idolatrici, è un Dio che è Padre, che è Figlio, che è Spirito Santo.

È una comunità di amore, è relazione assoluta, è un dialogo di conoscenza e amore fra tre persone: così ci ha aiutato sorprendentemente Gesù a conoscere il volto di Dio. La creazione di Dio Padre, il dono fino alla morte di Gesù, la comunione d’amore che tutto avvolge dello Spirito sono il nostro futuro di uomini e donne, il nostro habitat, la nostra felicità. Il mistero di Dio non è un mistero di solitudine, ma di convivenza, di creatività, di conoscenza, di amore, di dare e ricevere; è per questo che noi siamo come siamo.