La povertà per chi segue Gesù è un valore per il regno dei cieli

Audio del Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,28-31
 
In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Audio della riflessione

Gesù incontra questo uomo ricco che sostiene di essere stato sempre un israelita praticante, Gesù sa che non è un ipocrita, ma un uomo sincero ed è per questo che gli si rivolge  con simpatia. E gli fa una proposta più ampia lo invita a spogliarsi della sua ricchezza e di unirsi alla comunità dei discepoli. Non necessariamente i suoi discepoli dovevano per forza lasciare  le loro proprietà (Pietro aveva la sua casa, altri discepoli vivevano della proprietà delle loro barche per pescare, Marta e Maria vivevano in una certa agiatezza…). Questo uomo ricco doveva dimostrare la sua serietà nella ricerca della vita eterna e l’unico modo di di mostrarla era vendere i suoi beni e farsi discepolo. La richiesta non era casuale perché Gesù aveva visto che era schiacciato dalle sue proprietà. Infatti se ne va a capo chino “ poiché aveva molti beni” dice il vangelo. Gesù allora prende l’occasione di  affermare che le ricchezze sono un grave ostacolo per entrare nel regno dei cieli., ma ribadisce la sua affermazione. Gesù non pretendeva che la sua comunità fosse di straccioni, comprende il loro stupore e ribadisce la sua affermazione ricorrendo a una metafora orientale: E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio .I discepoli ancora all’attacco “chi si potrà mai salvare allora?”La risposta di Gesù mette in evidenza una sorta di teologia della gratuità: Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio. Gesù qui fa capire che nel suo vangelo era orientato verso la povertà della comunità ecclesiale, ma vuole evitare l’automatismo farisaico che è l’idea che osservare certe regole di povertà assoluta  assicuri la vita eterna. Gesù vuole che fuori di Dio nulla venga assolutizzato. Dio può fare suoi discepoli anche i ricchi, sia pure con un miracolo. Dio scambierà sempre le carte “molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi primi”